Insigne e Mertens suonano la riscossa

 

Rafa punta sulla loro fantasia per scardinare le difese troppo spesso blindate

 

In un tempo non ancora ammalato di brutte parole si diceva semplicemente staffetta e non turnover. Gioca l’uno o giocal’altro?Si cominciò a dire staffetta con Valcareggi intorno a glia nni’70, e quel termine trasformò il dizionario dello sport smettendo di indicare soltanto la corsa veloce che chiudeva Olimpiadi o Mondiali con quattroconcorrenti che si passano il testimone, per definire invece la sostituzione preordinata tra due calciatori.

Bella storia quella dei due piccoletti del Napoli, uno alto 169 centimetri, l’altro(Insigne)più bassodi 4 o 5 centimetri: antagonisti, è vero,ma festeggiano il gol alla stessa maniera, col gesto del cuoricino.

Il belga lo dedica a Kat, il napoletano a Jenny.

Hanno giocato insieme 1320 minuti, più o meno l’equivalente di 15 partite. Quest’anno, Benitez li ha impiegati contemporaneamente col contagocce: 53 minuti. In pratica, appena 46 minuti in campionato e solo sette minuti uno vicino all’altro in Europa League.

Il cambio tra i due, spesso, è come l’uovo di Colombo, cioè la soluzione in grado di accontentare tutti. La sensazione è che tuttavia Benitez non ha fissato alcuna gerarchia: per lui,nonci sono titolari in nessun ruolo. Magari tranne quando si parla di Higuain, Callejon o Alb ol. Con l’Inter il favorito al momentosembra Insigne.