Inler: “Centrato il primo obiettivo. Volevamo la terza vittoria e ci siamo riusciti”

     

    Venerdì aveva invocato lui stesso la vittoria con il Toro, «per dare un segnale al campionato», e ancora a lui è toccato commentare ieri la fortunata profezia del San Paolo. Prego, Gokhan Inler: «Volevamo vincere e ci siamo riusciti: meglio di così?». Già, che dire di più?

     

    MINI CICLO. E allora, il secondo sorriso svizzero in pochi giorni. «Ci voleva: siamo davvero molto felici».Proprio come dopo la trasferta di Bratislava in Europa League. «Sì, dopo le partite con il Sassuolo in campionato e lo Slovan in coppa ci eravamo prefissi un solo obiettivo: dare continuità a questi risultati positivi e chiudere il mini ciclo dei tre impegni precedenti alla sosta con un’altra vittoria. Per fortuna ci salutiamo nel migliore dei modi». Anche da un punto di vista statistico: i 6 punti messi in fila in una settimana senza soluzione di continuità, infatti, riducono a 5 le lunghezze di distanza dalla Roma, da ieri seconda dopo la sconfitta con la Juve nel testa a testa.

     

    PENSIERO POSITIVO. Inler ascolta e annuisce, però poi rifiuta i calcoli a lunga gittata: ora per lui esiste soltanto la prossima partita. «Con l’Inter». Dell’ex Mazzarri. Ferito e incavolato dopo i ceffoni – tre – beccati al Franchi con la Fiorentina. Tra due settimane la trasferta di San Siro, difficile per definizione, sarà di certo ancor più complessa. «Tutte le partite sono delicate, però bisogna sempre pensare positivo». Come cantava Jovanotti? «Quando si vince è più facile essere sereni e tranquilli, però non è ancora finita: approfittiamo della sosta per riposare e lavorare in vista di questo importante impegno, però dobbiamo anche essere consapevoli di aver vinto tre partite consecutive con lo spirito giusto».

     

    IL CARATTERE. Ecco, il capitano della Svizzera insiste proprio su questo aspetto: “Con il Toro, che gioca bene e sa anche gestire molto bene il possesso, non abbiamo mai mollato: credo che la squadra abbia fatto vedere un grande carattere». La rimonta, questa volta, è stata servita e non incassata come con il Palermo. «Sì, ed è una cosa che mi piace sottolineare: magari se avessimo avuto un po’ più di cattiveria e un pizzico di fortuna in più avremmo potuto festeggiare meglio, però credo che la cosa più importante sia stata non mollare mai».

     

    LAVORO E SERENITA’. I segnali di rinascita, dopo la crisi psicologica post Bilbao, sono evidenti. Che la vittoria di ieri abbia portato la svolta definitiva? «Probabilmente se la fortuna fosse stata un po’ più dalla nostra parte, oggi avremmo avuto qualche punto in più in classifica, però va bene così: mancano ancora tante partite alla fine della stagione e dobbiamo soltanto continuare a lavorare con serenità e con la stessa professionalità di sempre». E ora, la Nazionale e un doppio impegno in trasferta valido per le qualificazioni a Euro2016: la Svizzera di Inler sarà di scena venerdì a Maribor con la Slovenia e poi martedì 14 ottobre a Serravalle con San Marino.

     

    Il Corriere dello Sport