In Europa non va di moda lo sceicco, vince l’azionariato popolare!

     

    Nelle ultime ore si parla tanto di un interesse da parte di uno sceicco per il Napoli, notizia che Napoletanosinasce.com ha più volte smentito ma che sta facendo il giro d’Italia e soprattutto sta accendendo la fantasia dei tifosi; ma siamo proprio sicuri che lo sceicco sia sinonimo di vittorie? In Europa non si direbbe, ecco alcune statistiche molto interessanti.

     

    Mansur bin Zayd Al Nahyan, sceicco proprietario del Manchester City dal 2008, non ha ancora trionfato in Champions, obiettivo principale per gli investitori arabi per la vetrina che la massima competizione europea può produrre. Le cifre spese negli ultimi sei anni sono spaventose: nell’estate 2o08 furono spesi ben 157 milioni per la campagna acquisti (soltanto 43 per Robinho, altri 24 per Jo e 18 per De Jong), nel 2009 altri 147 milioni (su tutti 29 ciascuno per Tevez e Adebayor, 27.5 per Leescott e 21 per Santa Cruz), nel 2010 il City ha speso 182 milioni (74 soltanto per Balotelli, Kolarov e Milner), nel 2011 ha speso 96 milioni (45 solo per Aguero), nel 2012 altri 62 milioni (20 per Javi Garcia), nel 2013 sono stati spesi 116 milioni (soltanto 40 per Fernandinho e altri 25 per Negredo), nel 2014 ha speso “solo” 65.5 milioni (pagandone 40 per Mangala). Un totale di 825.5 milioni di euro spesi solo per le campagne acquisti (a cui bisognerebbe aggiungere un monte stipendio che oggi supera i 400 milioni lordi!) in appena 7 stagioni, una media di circa 117 milioni all’anno per comprare i giocatori.

     

     

    Tutto ciò per ottenere un paio di titoli in patria (più una FA Cup e un Community Shield) e nemmeno una coppa europea, arrivando al massimo ad un quarto di finale in Europa League e ad un ottavo di finale in Champions, competizione giocata per la prima volta nel 2011, dopo ben tre anni dall’arrivo dello sceicco!

     

    La Qatar Investment Authority ha acquisto il Paris Saint-Germain nel 2011, la figura di spicco della società è lo sceicco Nasser Al-Khelaifi. La società parigina nell’estate 2011 ha subito investito ben 107 milioni sul mercato, acquistando, tra gli altri, Javier Pastore per 42 milioni di euro. Nel 2012 il PSG ha speso 150 milioni comprando Lavezzi dal Napoli per 29 milioni e la coppia d’oro del Milan Ibra-Silva, spendendo altri 63 milioni. Nell’estate 2013 Al-Khelaifi ha investito 136 milioni, 64.5 soltanto per il Matador Cavani. Nell’ultima estate il PSG ha speso altri 49.5 milioni, tutti per David Luiz. Un totale di 442.5 milioni in quattro stagioni, una media di circa 110 milioni all’anno, abbassata soltanto nell’ultima estate.

     

     

    E anche in questo caso le vittorie europee latitano: in Francia sono arrivati due titoli (più una Coppa di Francia e una Supercoppa) ma nella stagione 2011/12 il PSG si è fatto addirittura beffare dal Montpellier, una piccola realtà che ha speso per tutta la gestione di quella stagione meno di quanto il club parigino avesse speso per il solo acquisto di Javier Pastore dal Palermo (42 milioni). In Champions il PSG non è andato oltre i quarti di finale, ottenuti per due anni consecutivi.

     

    Un’altra realtà che ha ottenuto risalto grazie alla presenza di investitori arabi è il Malaga, squadra che gioca nel campionato spagnolo. Nel 2010 lo sceicco Abdullah bin Nasser bin Abdullah Al Ahmed Al Thani, recentemente accostato al Napoli, ha ufficializzato l’acquisto del club che nella sua storia non ha mai vinto nemmeno un trofeo. Dal 2010 al 2012 ha speso circa 85 milioni, fermandosi bruscamente nell’estate 2012 a causa di alcuni screzi con le istituzioni spagnole. Nella stagione 2012/13 la squadra è arrivata ai quarti di finale di Champions.

     

     

    Dati alla mano dunque, gli sceicchi non vanno mai oltre i quarti di finale di Champions, non trionfano nemmeno in Europa League e in alcuni casi, come quello del Malaga, fanno addirittura fatica ad imporsi in patria. E’ noto a tutti che gli sceicchi usano il calcio per allargarsi nel resto della città, gli investimenti fatti dai proprietari del City e del PSG a Manchester, Londra e Parigi sono importantissimi, esattamente quello che non è riuscito a fare Al Thani a Malaga. Proprio per questo è impensabile che uno sceicco venga in una città immobile dal punto di vista degli investimenti come Napoli.

     

    Dati alla mano, le ultime 10 edizioni della Champions sono state vinte da Liverpool (2004/05), Barcellona (2005/06, 2008/09, 2010/11), Milan (2006/07), Manchester United (2007/08), Inter (2009/10), Chelsea (2011/12), Bayern Monaco (2012/13) e Real Madrid (2013/14). Saltano subito agli occhi i titoli vinti da squadre con azionariato popolare, ben 5 su 10, il 50%! E’ abbastanza evidente invece che in questo elenco non c’è nessun team con proprietà arabe, al massimo c’è qualche squadra che ha o aveva sponsorizzazioni provenienti dai paesi arabi, ma nessuno di questi club ha proprietari di quelle zone.

     

     

    Non fatevi ingannare da chi vi getta fumo negli occhi, può darsi che prima o poi una tra City e PSG riesca anche a vincere la Champions, ma i numeri parlano chiaro: il modello vincente è l’azionariato popolare. Il Bayern Monaco nel 2013 aveva circa 156mila soci (60 euro all’anno per ogni socio la quota), il Barcellona ha circa 222mila soci (la quota è di 38.50 € per chi è socio da meno di 5 anni, fino a 14 anni è di 78 € e dopo i 14 anni diventa di 161.50 €), il Real Madrid ne conta almeno 107mila. L’azionariato popolare porta tantissimi soldi nelle casse di queste società, che poi investono sul mercato e costruiscono squadre vincenti. 

     

    In Europa vincono i tifosi, non gli sceicchi!
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