Il San Paolo è un dolce inferno

San Paolo: l’inferno azzurro

In 50 mila hanno spinto gli azzurri

Scrive A. Giordano sul Corriere dello Sport

Benvenuti all’inferno, tra le fiamme che s’avvertono: eppure è il vociare dei quarantanovemila e ottocento, ma fa un caldo da girone dei dannati e mentre le ombre stanno prendendosi (anche) Fuorigrotta, è uno spettacolo a cielo aperto a cui il Napoli non rinuncia.

Benvenuti al San Paolo: ch’è fatiscente e va sgretolandosi, ma ha un fascino da lasciare a bocca aperta ed un entusiasmo che non si contiene, tracima, un’eruzione incontrollabile
per un’ora e mezza, è pardon molto di più, perché quando ormai è finita e Napoli-Fiorentina
è materiale per l’archivio, i posti restano occupati e s’ondeggia nel delirio
assoluto, godendosi – stavolta dall’alto – quella squadra che rende omaggio al proprio
pubblico e se ne va in giro di ringraziamento.

Benvenuti in uno dei «tempi» del calcio: vorrebbero profanarlo, e quasi ci sarebbero riusciti, ma tra le crepe del cemento, la malta che «lega» è ciò che rimane d’un pomeriggio
di calcio d’autentica bellezza, l’espressione viva che Napoli e Fiorentina offrono
di sè e che va (persino) al di là del risultato.