Il Roma – Caiazza: “Ci teniamo stretti solo il risultato finale”

    di Salvatore Caiazza,tratto dal Il Roma


    Soffrire così non è poprio da big. Sicuramente si sapeva che l’Udinese  non avrebbe regalato nulla ma rischiare di finire fuori subito dalla  Coppa Italia in questo modo sarebbe stato veramente troppo. Della sfida  di iersera al San Paolo il Napoli deve tenersi stretto solo il  risultato. Perché per il resto ha mostrato molte difficoltà al cospetto  di un’avversaria ben organizzata ma che ha giocato per 53 minuti con un  uomo in meno. Se poi si pensa che il pareggio di Jorginho è stato  realizzato su un calcio di rigore molto dubbio, allora ci si rende conto  che le cose sono andate meglio del previsto. Significa che anche la  fortuna sta dando una mano a Benitez e company. Eppure la partita era  iniziata nel migliore dei modi. Con un penalty netto fischiato per fallo  di Gabriel Silva su Duvan Zapata dopo tre minuti di gioco. Purtroppo,  però, Mertens colpiva la traversa piena e il vantaggio se ne andava alle  ortiche. Netta la superiorità tecnica degli azzurri nonostante l’ampio  turn over deciso da Rafa. Ben otto uomini diversi rispetto alla partita  vinta in casa della Lazio. Quasi tutti i top fuori, fatta eccezione di  Hamsik, che comandava il reparto offensivo, e del belga appunto. Tutti  gli altri erano calciatori che hanno visto poco il campo in campionato A  partire dal portiere Andujar, che alla fine è stato l’eroe alla lotteria  dei rigori così come il collega Rafael a Doha. Anche la difesa era nuova  e purtroppo non ha brillato. Henrique e Britos hanno fatto venire i  brividi ogni qualvolta che venivano attaccati e hanno permesso a Kone di  diventare nuovamente protagonista al San Paolo. Il centrocampo ha  funzionato a tratti e quando Gargano è uscito si è andati ancora di più  in difficoltà. Sinceramente ci si aspettava di più da Gabbiadini.  L’attaccante arrivato dalla Sampdoria si è fatto vedere giusto un paio  di volte poi è sparito dal campo, soprattutto nella ripresa. Per amor  del cielo, nessuno credeva che potesse fare il fenomeno dopo una gara e  mezza. Strinic si è subito integrato perché ha più esperienza del  giovane bergamasco che molto probabilmente ha sofferto il cambio di  piazza. Giocare nel Napoli non è come giocare nella Samp, con tutto il  rispetto dei blucerchiati. Ci sono pressioni diverse e soprattutto un  modo di giocare, quello di Rafa, che non è facile. La cosa buona è che  per la seconda volta consecutiva il Napoli ha avuto ragione ai calci di  rigore. Segno che ci sono dei cecchini infallibili e dei portieri che  sanno il fatto loro tra i pali. Sarebbe stato opportuno chiudere i conti  prima evitando di giocare così tanto in vista della gara col Genoa. Ma  molti dei giocatori che erano presenti ieri con l’Udinese rimarranno in  panchina contro il Grifo lunedì sera al San Paolo. È quella la partita  da vincere a tutti i costi per blindare il terzo posto e per tenere  lontano chi insegue. Se poi la Roma dovesse fermarsi di nuovo, sarebbe  l’occasione per avvicinarsi ancora di più alla piazza d’onore. Meglio  non pensarci a certi obiettivi perché si rischia, poi, di rimanere  delusi. Adesso conta aggiudicarsi i preliminari di Champions League,  tutto quello che arriva in più sarà ben accetto.