Il paradosso: Fifa e Uefa hanno varato il divieto alle società di acquistare i giocatori tramite fondi d’investimento

    Svolta nel calciomercato: vietati acquisti tramite fondi d’investimenti.

    Una svolta che si preannuncia però non facile da attuare.

    Fonte Goal Iatlia

    Il 1° maggio è stato un giorno di festa per i lavoratori, ma allo stesso tempo di ‘lutto’ per i proprietari dei fondi di investimento che opera nel calcio.

    Fifa e Uefa, come concordato nel congresso di Marrakech a dicembre, hanno infatti definitivamente varato il divieto sulle multiproprietà.

    Non sarà dunque più possibile per un club acquistare il cartellino di un giocatore tramite l’aiuto di un fondo d’investimento. Il TPO – acronimo che sta per Third Party Ownership – non potrà più essere attuato, mentre i contratti di multiproprietà già stipulati avranno validità sino alla data di scadenza.

    Per quanto riguarda invece i contratti firmati tra il 1° gennaio e il 30 aprile scorso, i club che li hanno sottoscritti avranno un anno di tempo per regolarizzarli. Operazione che ha già effettuato la Lazio con Felipe Anderson, acquistato totalmente dal fondo inglese Doyen Sports, proprietario inizialmente del 50% del cartellino.

    Autentico colosso economico con sede a Malta, la Doyen Sports possiede anche il cartellino di Alvaro Morata e sta giocando un ruolo da protagonista nell’acquisto delle quote di maggioranza del Milan da parte di Bee Taechaubol. Proprio per questo i legali del fondo hanno già fatto appello ai tribunali francesi contro il divieto.

    In Europa la Doyen possiede il cartellino di numerosissimi giocatori, principalmente tra Spagna e Portogallo. Uno dei casi più scattanti è stato quello riguardante Neymar, il cui trasferimento dal Barcellona al Santos è finito nell’occhio del ciclone per alcune infrazioni fiscali che hanno mandato in tribunale i due presidenti.

    La pratica delle multiproprietà è praticamente di rotine in Sudamerica, come spiegato dall’avvocato brasiliano Eduardo Carleso: “Anche se è abbastanza difficile sviscerare la quantità di contratti stipulati a questa condizione, posso affermare che circa l’80% dei contratti firmati in Brasile hanno un terzo firmatario. I fondi d’investimento aiutano le squadra brasiliane a comprare giocatori che altrimenti non potrebbero acquistare”.

    Carleso ha poi concluso dicendo che “all’inizio sarà dura, ma a lungo termine diventerà positiva”. Di sicuro un divieto del genere stravolge totalmente gli equilibri del calciomercato, ormai sempre più dipendente dai fondi d’investimento.