Il Napoli é l’ultimo capolavoro di Raffaello

DON RAFFAELLO S’E’ CONVERTITO, ERA ORA

 

Di: Fabrizio Piccolo

 

Ora che finalmente hai cambiato nome all’anagrafe e ti fai chiamare Raffaello Benitozzi, ora sì che le cose funzionano. Ma benedetto spagnuolo ci voleva tanto a starci a sentire prima? Ora che hai capito che devi adeguarti tu al calciotto nostrano, ora che finalmente sei diventato “italiano”, rinunciando ai sogni d’internazionalizzazione del Napoli, hai preso consapevolezza che certe cose le dicevamo per il tuo bene?

Peccato che indietro non si possa tornare, chissà che anche tu oggi non legga con un pizzico di rimorso i benevoli editoriali odierni, che ti rimproverano di essere partito tardi con la conversione, altrimenti oggi il Napoli starebbe #spalla a spalla con la Juve a giocarsi lo scudetto.

Ora che, citando quanto scrive oggi – su un vetusto quotidiano locale – un vecchio saggio del “giornalismo all’italiana”… “hai uno spirito nuovo, felicemente adeguato alle virtù e ai vizi di un campionato che può essere dequalificato e tuttavia mantiene difficoltà naturali, storiche, superabili con altrettanto storici trucchi…all’italiana”, ora che hai finalmente abiurato quel calcio così offensivo e scriteriato, capirai il senso delle nostre critiche.

Quando paciosi intrattenitori della domenica preserale chiedevano il tuo esonero “nel nome del popolo napoletano”, accusandoti giustamente di aver fatto “peggio del peggior Mazzarri”, hai certamente compreso che quelle parole erano uno sprone a che tu ti convertissi sulla retta via.

Nel nome del catenaccio, del contropiede e dello spirito battagliero. Ma come t’eri permesso di andare a sfidare baldanzoso gente più esperta di te, che di pallone ne ha masticato e ne mastica dai tempi dei tempi?

Che presuntuoso signorotto sei stato, fortuna che il tempo ci ha dato ragione. Il tempo è galantuomo: basti vedere i primi due gol all’Udinese perché tu possa renderti conto di come il caro vecchio calcio italico possa darti lezione, altro che tiki taka veloce e gioco offensivo. Ah, benedetto ragazzo, se solo ci avessi dato ascolto prima e avessi rivoluzionato il tuo modo di pensare, di allenare, di scegliere.

Quando ti rimproveravamo di non fare né fondo, né corsa nei boschi, né preparazione atletica adeguata lo dicevamo a ragion veduta, te ne sei accorto? Quando dileggiavamo quel turnover impazzito – noi che ripetiamo ancora come un mantra vincente lo sciogli-lingua Sarti-Burgnich-Facchetti-Bedin-Guarneri-Picchi – che ti costava darci ascolto per tempo?

Pazienza, don Raffaello, è andata così. Vorrà dire che magari se andrai via metterai a frutto questa lezione in altri campionati. E ricordati, se dovessi essere in difficoltà in Premier, in Liga o ovunque andrai, ricordati di farci qualche telefonata. Qualche dritta te la daremo sempre con piacere.

® Napletanosinasce.com