Il Napoli arraffa un pareggio disperato

    Il Napoli arraffa un pareggio disperato Lezione di calcio dell’Empoli al San Paolo. In vantaggio di due gol, la squadra toscana spreca quattro comode opportunità e la formazione azzurra rimonta nel finale (2-2).


    di Mimmo Carratelli

    Il Napoli incassa una lezione di calcio dall’Empoli e si salva da una mostruosa sconfitta al San Paolo gettando il cuore oltre ogni ostacolo nell’ultima mezz’ora (2-2). Fino a quel punto, l’Empoli aveva messo a segno due gol e ne aveva mancati altri quattro d’un niente. Sull’orlo dell’abisso, il Napoli ha trovato la forza disperata per risorgere. Non col gioco, non con la manovra irresistibile, non con l’invenzione individuale, ma solo con la forza di volontà, tornando energico e determinato come non aveva saputo esserlo mentre veniva letteralmente soggiogato dall’Empoli. Terzo pareggio consecutivo (quattro con lo 0-0 di Praga), altri due punti ceduti al San Paolo (e sono nove), terzo posto a rischio. Nel tabellino dei marcatori, Zapata al secondo gol consecutivo e terzo in totale, il cannoniere più incisivo della squadra in rapporto ai minuti giocati, e De Guzman, anche l’olandese al terzo centro e ancora decisivo fissando il pareggio dopo la rete della vittoria sul campo del Genoa. Benitez manda in campo la migliore (?) formazione con la sola assenza di Koulibaly squalificato e la sorpresa di Zapata per Higuain (affaticato, in panchina). Ma sono giù di tono Hamsik, Mertens, i centrocampisti David Lopez e Jorginho, più il solito spaesamento della difesa. Nel giro di venti minuti (17’ Sepe inchioda nell’angolino basso una violenta conclusione di Ghoulam), l’Empoli si impossessa della partita con una spavalderia e una sicurezza che sono le sue virtù esaltate da Maurizio Sarri, napoletano, 55 anni, ex impiegato di banca, che dal 1990 cerca di insegnare il bel calcio aggressivo e veloce e ha costruito questo Empoli delle meraviglie.

    Il Napoli cede di schianto a centrocampo. David Lopez e Jorginho sono presi in mezzo dai quattro centrocampisti empolesi, hanno poca assistenza e, per di più, perdono le distanze tra loro e si sbilanciano in attacco lasciando campo alla rapida manovra offensiva dell’Empoli. Era tutto previsto, anche il gioco di sponda di Maccarone a destra e di Tavano al centro per gli inserimenti dalle retrovie (Verdi, Valdifiori, Croce). Ma non scatta nessuna contromisura. Il Napoli assiste passivamente all’onda lunga dell’Empoli che monta sempre di più. E non ha armi per ribattere. Non funzionano sulle corsie le sovrapposizioni tra Maggio e Callejon a destra, tra Ghoulam e Mertens a sinistra. Al centro, Zapata è bloccato e non trattiene un solo pallone per far salire la squadra. Hamsik è tagliato fuori dalla rapidità di tocco dell’Empoli. La difesa resta sempre più scoperta ed è un gioco per Maccarone andare via a Ghoulam per invitare al gol Verdi tutto solo a sinistra. Nessuno lo marca, Maggio non copre la zona, Jorginho è in ritardo e, sulla penetrazione di Maccarone, Henrique e Albiol arretrano guardando la palla e non s’accorgono dell’ampio spazio di cui gode Verdi nell’inserimento in gol (18’). Il Napoli frana contro l’Empoli sempre più sicuro e baldanzoso (undici passaggi consecutivi in una occasione) che spreca tre volte il comodo raddoppio (24’ Maccarone, 26’ e 32’ Tavano, soli davanti a Rafael). Sarebbe la disfatta. La squadra toscana raddoppia nella ripresa (52’ Rugani colpo di testa su corner).

    Pare che siano 33 gli schemi di Sarri sulle palle inattive. Ma è il gioco insistente, veloce, preciso dell’Empoli che il Napoli non sa frenare, non riuscendo mai a ripartite perché pressato in ogni zona del campo e con raddoppi di marcature sugli esterni. Verdi al 53’ manda alta la quarta palla-gol dell’Empoli e con fatica il Napoli riemerge. Fuori un pallido Hamsik e dentro Higuain (60’): Benitez ritenta il doppio centravanti come contro la Sampdoria. Ma è l’impiego di De Guzman per Mertens (70’) a dare la svolta insperata del pareggio dopo che Zapata di testa, su corner, aveva accorciato le distanze (67’). Finalmente scatta la combinazione a destra fra Callejon e Maggio e, sul cross basso di quest’ultimo, De Guzman scaraventava in rete (72’). Il Napoli cercava la vittoria “impossibile” sino ai cinque minuti di recupero e, per poco, De Guzman con una conclusione improvvisa sul cross “a campanile” di Gargano (subentrato a Zapata) non decapitava il bell’Empoli di Sarri. Era reattivo tra i pali Sepe (di Torre del Greco, in prestito dal Napoli al club toscano) a sventare il colpaccio azzurro. Sarebbe stata un’ingiuria per l’Empoli.