Il Giorno dopo: Bologna-Napoli tutto quello che ….

    Il giorno dopo

    Il Giorno dopo: Bologna-Napoli

    Fino a qualche giorno fa  eravamo la squadra migliore al mondo, e adesso, non possiamo pensare di essere la peggiore.

    Di: Roberto Sdino

    Apro questo mio editoriale con le parole di uno dei protagonisti di questo campionato partenopeo, Pepe Reina. Nelle sue dichiarazioni, durante il post partita, si possono intuire diversi sentimenti: amarezza, tristezza e rabbia, ma anche quel piglio giusto che permette al vero campione di alzare la testa e andare avanti per il proprio obiettivo, nel caso suo e dei suoi “azzurri compagni”, quello di vincere partita dopo partita, quindi, il vedere questa partita persa come stimolo, cercando di cogliere questa occasione persa come trampolino per far meglio e di più.

    In effetti, Il Napoli dopo diciassette gare perde, la sua prima partita, le avvisaglie già si erano viste con la partita contro l’Inter di un Mancio sempre più insolente e spocchioso, ma ciò che ci interessa e carpire da Mister Sarri, gli obiettivi della squadra, e cosa si può dedurne dalla disfatta “bolognese”: -Perdere la testa della classifica non cambia gli obiettivi della squadra. A noi essere primi, secondi o terzi ci interessa davvero poco. Gli obiettivi del Napoli sono stati fissati dalla stampa, quindi non guardiamo la classificate esser la squadra.-

    Dichiarazioni importanti, dichiarazioni umili, dichiarazioni di un semplice Mister che vuole mantenere i piedi per terra, che ha dato prova di poter mostrare il miglior calcio del campionato, di poter risistemar partite in un batter d’occhio, perché ha il colpo dei campioni: Reina, Higuain, insigne, Callejion,  e allora le domande al mister e alla squadra nascono spontanee:

    1. Mantieni un profilo basso per evitare le cosiddette “figurelle”?
    2. Hai paura che in giro ci siano “più occhi che scuppettiat?
    3. Oppure spero e voglio che sia questa: Meglio mantenere un profilo basso per stupire tutto e tutti?
    4. Ai Social Post l’ardua sentenza!