Il day after di Milan-Napoli nella Bagnoli di Sarri che nemmeno Sarri sa……

Sarri studia senza sosta.

Bagnoli racconta sarri

“Solo chi sogna impara a volare diceva Jim Morrison”

Di Gaetano Brunetti per Cronache di Napoli

E’ un Napoli a stampo “Bagnolese”

Maurizio Sarri è sulla bocca di tutti i napoletani da quando allena gli azzurri, c’è chi usa sempre belle parole nei suoi confronti, chi inizialmente è stato critico ma inizia a ricredersi, e poi ci sono gli abitanti del suo quartiere natio che si augurano torni da trionfatore della squadra del cuore, per rendere onore a quel figlio emigrante che ha lasciato un pezzo di cuore tra le ciminiere dell’ex Italsider e le fumarole dei leggendari Campi Flegrei.

Il Day after di Milan-Napoli, gli abitanti/tifosi di Bagnoli l’hanno vissuto con un pizzico di utopia, non è stato un lunedì come tutti gli altri.

Il Napoli, a Milano, negli ultimi anni post Maradona ci aveva vinto soltanto una volta prima di ieri, nel 2013 quando al timone degli azzurri c’era Rafa Benitez, hombre vertical con il portamento da milord. La vittoria di domenica, invece, ha tutt’altro sapore, perché il Napoli oltre a riscrivere la storia, sì, perché mai aveva vinto al Meazza con quattro gol di scarto nei suoi 89 anni di vita, ha sublimato la figura di quel “bagnolese” operaio, tuta, sudore, lavoro e tabacco.

Sarri incarna lo spirito del “Napoletano anni ’70 style”, e mettendo da parte la retorica, la gente che la mattina esce e va a lavorare si identifica nella figura dell’uomo prima che del professionista. Il suo abbraccio con Higuain a fine partita è il manifesto di quello che è o che può diventare il nuovo Napoli con il suo avvento a Castel Volturno.

Il quartiere, che confina con Posillipo, Fuorigrotta e Pozzuoli, ha tante cose da raccontare, scrutando dai cancelli dell’ex area industriale si ha una sensazione di vuoto per quello che era, doveva essere e invece non è stato. Ma Bagnoli dopo la chiusura dell’Italsider non ha perso la sua anima fiera ed orgogliosa e Maurizio Sarri, alla guida del suo Napoli, può fare da traino alla rivalutazione di un posto che vive da anni di sole Speranze e proclami.

La sua squadra è l’esatto contrario, il Napoli “sarriano” è esempio di efficienza e perfezioni, applicazione e cura dei particolari, e un po’ come gli operai, che mettono mano in fabbrica, timbra il cartellino con scioltezza e sempre puntualmente. Questo è lo spirito, la strada da percorrere per una squadra che si era persa, troppo facilmente, nei suoi perché. Adesso tutto sembra funzionare a meraviglia, persino quella difesa, che ha subito un solo gol nelle ultime partite, costantemente al centro delle polemiche di tutto l’ambiente azzurro.

Sarri spera di condurre il suo Napoli a stampo “Bagnolese” sulla vetta più alta del campionato. Solo chi sogna impara a volare diceva Jim Morrison, e le dichiarazioni di Insigne a fine partita sono un manifesto in tal senso. Lo spirito operaio, anche un po’ provinciale, quello che non fa guardare in faccia a nessuno, sembra essere il marchio di fabbrica del nuovo corso. Sperando si continui su questa scia, gli abitanti di Bagnoli hanno una storia in più da raccontare oltre alle vicissitudine di quell’altoforno arrugginito che come un grosso elefante giace sulla terra bruciata a due passi dal mare.

C’è persino chi parla di cittadinanza onoraria per Maurizio Sarri nel caso accadesse qualcosa di speciale, peccato che Bagnoli non è più un comune a se ma soltanto una circoscrizione della città, nel caso c’è chi giura di essere pronto ad erigere una statua al centro della piazza più bella tra le ciminiere, il mare, sognando quell’isola che non c’è…