Il calcio è diventato un giocattolo, che rischia di rompersi!

    Il calcio è un malato terminale. É uno sport che va avanti per interessi, nemmeno gli scandali (tangenti,calcioscommesse, ecc.) ne fermano il meccanismo. Eppure fa più rumore un rigore sbagliato che lo scandalo Fifa. Si parla di un Blatter imbarazzante, ma non si teme un Platinì fallimentare, fair play finanziario docet, tanto bramoso di potere.

    Ma quello che preoccupa di più sono i messaggi, gli esempi che arrivano da certi allenatori, giocatori e agenti.

    “Il mio destino è nelle mani di Mino Raiola!” quanta tristezza nelle parole di Zlatan Ibrahimovic, un campione che, per quanto possa essere autore di campagne di beneficenza, dicendo ciò riduce il calcio a squallida prostituzione. Affidare il proprio destino a una persona che ragiona in base a percentuali, sponsor e soldi porterà davvero alla realizzazione di un campione? Mario Balotelli potrebbe essere l’esempio perfetto. Poi basti pensare al caso Salah per capire quanto certi valori nel calcio siano persi da tempo e di come gli agenti plagino i propri assistiti.

    In ultimo vorrei soffermarmi sulla questione “secondo posto”. Bonuccidichiarò di aver buttato la medaglia della finale di champions persa contro il Barcellona, Morata la regalò e in ultimo lo special one, Josè Mourinho che dopo la sconfitta del Community Shield, ha lanciato a un fan sugli spalti la medaglia del secondo posto. Questo gesto superbo è la consacrazione della morte del calcio. Il rispetto dell’avversario, di se stessi, della squadra, del lavoro, gettato così…che blasfemia. Vedete se negli altri sport questo accade. Trovo emozionate vedere come negli altri sport si lotti e sudi per ogni posizione, perchè rappresenterà comunque un traguardo, un punto da cui ricominciare o partire, perchè le delusioni come le vittorie fanno parte del gioco, dello sport, della vita.