Il bivio del Napoli

    Il Napoli e tutto l’ambiente partenopeo hanno bisogno di un’iniezione di fiducia, la gara con la Juventus può rappresentare il classico bivio.


    Dopo la sconfitta di Milano, come dopo quella di Bilbao e in numerose altre occasioni in questo inizio di stagione, il Napoli ha dato la sensazione di essere ad un passo dall’implosione. Tentativo di “autodistruzione” lo ha definito Benitez nella conferenza stampa della presentazione del calendario in salsa partenopea. Ma Napoli è così e Rafa, che ormai è un napoletano d’adozione, dovrebbe saperlo. Il tecnico, però, è stato bravissimo a riuscire a rimettere insieme i cocci dopo l’esclusione dalla Champions League: in quel momento, il rischio che saltasse tutto per aria, è stato davvero altissimo…

    Certo, da una squadra forte come quella a disposizione di Benitez, soprattutto dopo quanto fatto vedere nelle stagioni scorse, ci si poteva aspettare di più, ma l’asticella s’è alzata proprio per la storia recente di questo Napoli, e non tanto per il livello degli acquisti effettuati dalla società in estate. L’assioma è stato: se l’anno scorso è arrivato terzo, quest’anno può lottare per lo scudetto. Sfortunatamente per i tifosi azzurri, però, la storia non fa goal.

    A livello di quantità e qualità della rosa, Juve e Roma sono ancora di categoria superiore rispetto al Napoli che, oggi, è là dove merita di essere, a giocarsela per il terzo posto. Né più né meno e chi chiede di più a Benitez, ha semplicemente aspettative irrealistiche. Qualche passaggio a vuoto (i tanti pareggi interni, qualche sconfitta esterna) era certamente evitabile, ma fa parte di un percorso di crescita di una squadra che, comunque, qualcosina ha cambiato rispetto alla stagione precedente e deve ancora oliare gli ingranaggi. L’infortunio di Insigne, poi, ha privato il gruppo di un contributo di freschezza e tecnica, e di un punto di riferimento, proprio nel momento migliore dell’attaccante partenopeo. Un’assenza forse sottovalutata.

    Ma proprio per tutte queste ragioni, ora è fondamentale che il gruppo si compatti attorno ai suoi leader, che, però, devono essere leader positivi. Il Napoli di San Siro ha deluso sia dal punto di vista tecnico-tattico, ma soprattutto da quello dell’atteggiamento: molle, nervoso, irritante, in particolare negli uomini da cui è lecito aspettarsi di più. Non a caso quelli che Benitez ultimamente sta cercando di riportare in carreggiata: “Higuain un giocatore fondamentale per noi – ha detto Rafa dopo la vittoria contro il Parma – Ma Zapata oggi sta facendo così bene che mi rende più facile un cambio. In questa partita Zapata ha fatto ancora gol, Higuain è un campione ma in questo momento anche Duvan può fare molto bene”. Chiaro la scelta di far riposare Gonzalo in vista della gara contro la Juve, ma altrettanto chiaro il messaggio lanciato da Benitez ai suoi giocatori: nessuno è intoccabile e a nessuno, nemmeno a Higuain, è concesso di sbraitare dietro i compagni come ha fatto per tutta la gara di San Siro.

    E un “cicchetto” Rafa lo ha riservato anche a Callejon dopo il Parma, anche lui parso sull’orlo di una crisi di nervi contro il Milan: “Ho parlato a fine gara con Callejon, non importa chi segna. Se non si ha un angolo buono bisogna passare il pallone a chi è posizionato meglio per fare goal. Nella ripresa ha avuto il pallone del 3 a 0 da servire ad Hamsik ma ha preferito il tiro. Gli ho spiegato che in quell’occasione doveva servire il compagno. E’ un ragazzo intelligente ed ha capito di aver sbagliato”.

    Insomma, Benitez e il Napoli fanno appello agli uomini di maggiore qualità e personalità in vista di una gara che per la squadra può rappresentare il classico bivio: vincere contro la Juve potrebbe rappresentare quell’iniezione di fiducia di cui tutto l’ambiente ha enormemente bisogno in questo momento. Il resto, verrà di conseguenza…

     Fonte:goal.com