I ragazzi della Coppa Uefa 1989: «Napoli torna a vincere in Europa»

    Quelli dell’89 adesso ricordano solo i sorrisi e la marcia trionfale verso il primo storico trofeo europeo nella storia del Napoli.

    Lo riporta il Mattino

    Quelli dell’89 hanno messo da parte i silenzi- stampa, le voci di addio di Ottavio Bianchi (che infatti lasciò a fine stagione), le polemiche per i risultati a corrente alternata che caratterizzarono l’intera annata e che spinsero Ferlaino a sbottare, dopo il 2-2 dall’Olympiastadion, la casa del Bayern che diede il via libera alla finale con lo Stoccarda.

    «Questa squadra può vincere contro tutti, ma perdere anche con la Primavera», sbottò l’allora presidente azzurro.

    Toh, corsi e ricorsi storici. «Non lo so se questo Napoli può riuscire in quello in cuisia mo riusciti noi, ma ci sono tutte le condizioni per poter fare il bis. D’altronde dopo 26 anni è il momento di non lasciare più da sola quella coppa ». Afferma Crippa

    Quelli dell’89 non sembrano essere preoccupati dal Wolfsburg. Spiega Renica. “Io avrei preferito che il Napoli affrontasse il Brugge o una delle ucraine, io a quei modi di dire tipo che un avversario vale un altro nonci credo.”

    La Coppa Uefa senza dubbio la più grande emozione. «Maradona era l’unico di noi ad avere una certa esperienza internazionale: ci caricava ogni volta parlando della gara che andavamo a giocare come quella più importante della sua vita. Aveva vinto con l’Argentina in Messico da solo e parlava di Napoli-Bayern neppure fosse la finale di un Mondiale.
    Era unico in questo genere», ha ricordato qualche giorno fa Alemao

    In finale la sfida allo Stoccarda il cui volto-simbolo era quello di Maurizio Gaudino.“Era un Napoli stellare, impossibile riuscire a fermare quella squadra”, ricorda l’italo-tedesco .

    Gaudino fa le carte della sfida con il Wolfsburg: «È una grande squadra, in cresciuta negli ultimi anni. La squadra di Benitez è la favorita, perché i tedeschi sono bravi ma senza esperienza. E poi Higuian e Callejon sono più forti di Schurrle e De Bruyne».