I fondi privati di investimento sono l’ultimo passo del nuovo modo di fare mercato: i giocatori come azioni in borsa

    Kramer, denunciò: “la nuova tratta degli schiavi”

    Calciomercato, la nuova frontiera: i giocatori come azioni in borsa

    I fondi privati di investimento sono l’ultimo passo del nuovo modo di fare mercato: non per rinforzare club ma per lucro. I calciatori così diventano vere e proprie azioni da rivalutare, vendere e acquistare.

     

    Sempre più spesso si sente parlare di “fondi di investimento” attorno ai giocatori nel momento in cui si inizia una trattativa di mercato. Parola quasi sconosciuta nel fare affari nel mondo del calcio europeo ma che nel vicino Oriente è molto diffusa e che sta prendendo piede anche nel Sud e nel Nord America. Si tratta di agenzie ben consolidate all’interno dei Paesi d’origine che trattano gli atleti in modo esclusivamente finanziario, come fossero vere e proprie azioni da quotare in borsa. Un pacchetto oppure “la nuova tratta degli schiavi” – come denunciato da Kramer, tedesco campione del mondo a metà tra Leverkusen e ‘Gladbach, che ha rivendicato la propria libertà, il diritto a non essere considerato una semplice pedina. Cosa accade? Che queste agenzie detengono il cartellino, in parte o in esclusiva, si interpongo tra acquirenti e venditori, cercano di mantenere la ‘quota’ sul giocatore a prescindere da dove vada a giocare. I proprietari di questi fondi non hanno sempre dei club di riferimento, non ne hanno bisogno. La loro ‘mission’ è fare denaro. E oggi bisogna fare i conti anche con loro oltre che con i classici – e a suo modo superati – procuratori.

    L’esempio in Italia: Maxime Lestienne del Genoa

    Un esempio ce l’abbiamo in Italia e porta il nome di Maxime Lestienne, esterno offensivo, 22 anni, finito in prestito al Genoa dopo una lunga trattativa di mercato. Il talento del Bruges, accostato anche al Milan nel corso del mercato è stato venduto dalla società belga per 12 milioni di euro all’Al Arabi. E’ un club della massima divisione del Qatar che non ha mai avuto alcuna intenzione di farlo giocare ma solamente acquistarne i diritti sportivi per una questione di mero investimento. Tanto che l’ha immediatamente girato ai rossoblù, conservando però la proprietà del cartellino che Preziosi potrà riscattarlo per almeno 20 milioni di euro. Come Lestienne, i giocatori-azioni si stanno proliferando nel mondo a macchia d’olio così come i club come l’Al Arabi che servono come ‘bacino’.

    Come funziona il meccanismo

    La nuova formula dei fondi di investimento è quella di finanziare l’acquisto di un calciatore prestando soldi al club interessato, senza acquistare direttamente il cartellino come succedeva all’inizio in Brasile e Argentina con i ‘vecchi’ intermediari-agenti. In questo modo il gruppo privato diventa socio del club, rispetto a quella singola operazione ed assume potere e autorità nelle decisioni sul giocatore in questione. Il rovescio della medaglia è rappresentato da alcune clausole che obbligano a vendere il calciatore entro un termine prefissato, pena la perdita del contributo economico. Che è il vero e unico il guadagno atteso dal fondo: la differenza tra i due trasferimenti. Il calcio e il suo mercato come un affare squisitamente economico. Una frontiera pericolosa ma reale dove gli uomini sono sempre più merce di scambio, un ‘prodotto’ a tutti gli effetti su cui investire, da vendere, contrattare, rivalutare. Poco importa dove, con chi e perché: l’importante è che se ne possegga una percentuale del cartellino e che continui a giocare e a essere ‘commercializzato’ in giro per il mondo. Il resto non conta più.

    fanpage