Goal.com: Lazio, troppe scusanti per Pioli

    La Lazio ha imposto il proprio gioco anche contro il Napoli di Benitez, ma per i biancocelesti sono state decisive in senso negativo le troppe assenze.

    Tanto gufò che piovve. Privata dalla malasorte di un poker di titolari, la tanto sospirata e invocata sconfitta della squadra di Pioli arriva al terzo turno del mini girone di quattro partite casalinghe, iniziato con la bella vittoria sulla Sampdoria e che si chiuderà sabato sera contro il Milan del traballante Filippo Inzaghi.

    In campo senza Marchetti squalificato, De Vrij, Lulic, Anderson e Mauri infortunati, la Lazio non si fa intimorire e impone il proprio gioco contro un Napoli sornione ma particolarmente fortunato sotto il profilo degli episodi. Un possesso palla quasi asfissiante, una prima frazione tambureggiante che scalfisce i fianchi dei partenopei, organizzati per una partita di contenimento e ripartenze.

    Ma, quando ti mancano tutti i pilastri della squadra, qualcosa deve per forza succedere. Il goal di Higuain, decisivo ai fini del risultato, è l’ennesima convincente prova della pochezza tecnica e fisica di Berisha, portiere troppo spesso impreparato quando chiamato in causa. Continuando il percorso sui pilastri, passiamo a Stefan De Vrij, ko per una fascite plantare che finisce per facilitare un Higuain perennemente a nozze tra le maglie biancocelesti.

    A centrocampo tanto possesso ma pochissimi cambi di passo, vero e proprio marchio di fabbrica della ditta Lulic. Nell’arco dei novanta minuti, la manovra si è sempre sviluppata sulle corsie laterali, priva del devastante talento di un Felipe Anderson da mesi in versione top player. Nessuna soluzione centrale alternativa, verticalizzazioni latitanti e inserimenti tra le linee di centrocampo e attacco assenti. Sì, mancava Stefano Mauri.

    [su_slider source=”media: 21742,21743,21744,21745″ limit=”4″ link=”lightbox” width=”700″ height=”580″]

    Non convincono i cambi di Pioli, ma il tecnico ha dalla sua una miriade di scusanti e un credito accumulato tale da potersi permettere qualche piccolo esperimento. Il Biglia mezzala della prima frazione e il 4-2-4 della ripresa sono conseguenze della morìa di alternative, tendenza che dovrebbe spegnersi sabato con il probabile rientro di De Vrij e Mauri e quello scontato di Marchetti. Vincere contro un Milan in difficoltà è d’obbligo, l’obiettivo terzo posto rimane vicinissimo e sarebbe un delitto non approfittare della situazione.

    Contro i rossoneri ci dovrebbe finalmente essere anche Wesley Hoedt, vicinissimo alla firma e all’addio immediato ad Alkmaar. Il calciomercato definirà la competitività della rosa di Pioli, priva di alcune figure e scoperta in alcuni ruoli alternativi. La mancanza di una seconda punta si palesa ogni qualvolta si passa ad un modulo a due punte, Klose continua a dare pericolosi segni di resa. Un attaccante ibrido sarebbe l’ideale, saper fare  la prima e la seconda punta in questa squadra diventa fondamentale: servirebe un Lacazette, per capirci meglio. I sogni son desideri, le precedenti sessioni invernali di mercato invece una solida realtà: meglio sperare nel ritorno della dea bendata…