Gli ex portieri di Roma e Napoli: «TORNI L’AMICIZIA FERMIAMO L’ODIO

    Galli e Tancredi,lanciano un messaggio per sabato:

    `Nostalgia per il Derby del Sud e voglia di serenità e divertimento

    Lo riporta il Messaggero

    Parlano gli ex portieri di Roma e Napoli, Franco Tancredi e Giovanni Galli.

     

    Giovanni Galli dopo la lunga parentesi di Firenze e i trionfi con il Milan mondiale di Sacchi, ha indossato anche la maglia del Napoli, arrivando in città quando Maradona era ai titoli di coda. Ha incrociato la Roma 6 volte, non perdendo mai: in totale 4 pareggi e 2 vittorie. L’ultima volta il 21 marzo ’93, finì 1-1.

    Galli come era il suo Roma-Napoli?
    «Il Derby del Sud. Molto sentito, per carità,ma nel rispetto.Non mi ricordo di incidenti o tensioni particolari. Niente a che vedere col clima di oggi ».

    Perché siamo arrivati a tutto questo?
    «Sono un uomo privo di pensieri cattivi. Non vorrei ci fossero, ma poi mi trovo di fronte ad una situazione così difficile… Come quella maledetta notte del 3maggio scorso: ci sarebbero tante cose su cui riflettere».

    Tipo?
    «Sui fatti accaduti, sulla morte di Ciro, su chi è stato accusato. Ma scusate, vi paiono eventi riconducibili al calcio? Io dico che è solo un pretesto: la fede del tifoso veroè superiore a tutto».

    Proviamo a riportare un po’ di serenità?
    «C’è solo un modo: ricordiamoci che andiamo ad assistere ad uno spettacolo. Il pallone non può essere rappresentato da tensioni e aggressioni».

    E’ anche la partita tra due città simbolo del nostro Paese.
    «Si affrontano due capitali: deve passare anche un altro messaggio. Visto che le squadre sono espressione di una popolazione, i tifosi hanno il diritto di farsi sentire civilmente quando le cose non vanno bene, ma solo a fine stagione. Minacciando i calciatori non si ottiene nulla».

    Franco Tancredi, classe 1955, 288 partite, uno scudetto e quattro coppe Italia con la Roma.

    Tancredi c’era una volta il Derby del Sud…
    «Esatto.Un derby che, dopo anni vissuti in tono minore, pian piano stava acquisendo sempre più importanza per la classifica, con due squadre che proprio agli inizi degli Anni Ottanta
    cominciavano ado assumere una dimensione nazionale grazie all’arrivo di alcuni giocatori fantastici».

    Uno per parte?
    «Falcao per la Roma e qualche anno dopo Maradona per il Napoli».

    Il suo primo faccia a faccia con Dieguito?
    «Al San Paolo, dicembre 1984. Vincemmo noi con un gol di Paulo e un’autorete di Marino. E Diego non fece gol. Segnò Bertoni, ma ancora oggi vi dico che la palla non era entrata».

    Tanti fuoriclasse in campo, grande spettacolo sugli spalti.
    «A quei tempi, le due tifoserie erano gemellate: un mare di tifosi della Roma al San Paolo; tantissimi napoletani nella curva Nord dell’Olimpico. E scambio di bandiere a centrocampo
    prima del fischio d’avvio. Sempre. Ecco, a me piacerebbe tornare a vedere quei gesti, quei segnali di amicizia: basta con l’odio. Che non ha senso, che non fa bene a nessuno».