Gli azzurri del domani!

    Luca Palmiero: un leader a centrocampo La società è alla ricerca da qualche tempo di un centrocampista di riferimento.Il giovane capitano della Primavera potrebbe costituire nei prossimi anni una soluzione interna di Lorenzo Gaudiano Il mediano centrocampista è un acuto giocatore di scacchi in grado di misurare e vagliare con immediata prontezza le mosse proprie e dell’avversario. Il centrocampista non dovrebbe mai spender fiato per nulla, mai scattare per sentir brusire la platea amica, mai avventurarsi in avanti per il solo gusto di farsi guardare, d’imporre ostentatamente il proprio gioco ai compagni. Dovrebbe conquistare la palla, aggiustarsela e battere via.

    L’ideale sarebbe camminare come soleva Luis Monti (centromediano argentino naturalizzato italiano, ndr) e come ancora ieri soleva Dino Sani (centrocampista brasiliano che ha vestito in Italia la maglia del Milan). A respiro lungo si vede e si pensa meglio: il tocco e la battuta riescono precisi. Corre la sola palla, non si è già noi a correre. I gol li fanno gli altri. I gol li evitano gli altri. Gli intenditori soli sanno apprezzare un contrasto effettuato sul tempo, un controllo a diretto contatto dell’avversario, uno stacco acrobatico.

    Gli intenditori soli usano apprezzare il sacrificio e l’abnegazione del mediano centrocampista” è un passo di un famoso libro di Gianni Brera, “I campioni vi insegnano il calcio”, che ci fa capire quanto per una squadra di calcio sia importante avere al centro del campo un metronomo non solo in grado di impostare la manovra offensiva per gli attaccanti chiamati a segnare ma anche abile nel dare sostegno al reparto difensivo contro le iniziative delle squadre avversarie.

    La descrizione ben si adatta al giovanissimo mediano del Napoli Primavera, Luca Palmiero. Classe 1996, è l’ennesimo ragazzo lanciato dal settore giovanile azzurro che di piccoli talenti in questi ultimi anni ne ha sfornati davvero tanti, dei quali alcuni sono arrivati a giocare nella massima serie mentre altri o in categorie inferiori o sono stati dimenticati. Cresciuto nelle giovanili del Marano Calcio, veste la maglia azzurra da quando aveva 12 anni. Un vero playmaker, un vero leader, oltre che capitano della squadra di mister Saurini. Prosegue la tradizione di famiglia a quanto pare, visto che anche il padre in passato da giocatore ha ricoperto i ruoli di libero e centrocampista, arrivando ad esordire in C2 con la maglia della Juve Stabia.

    Un’ottima visione di gioco, grande senso della posizione, fantasia, precisione nel passaggio lungo e corto e fiato da spendere sono le caratteristiche principali di questo ragazzo che, guidato nella giusta maniera e dietro buoni consigli, ha ancora un grande margine di miglioramento e di crescita per diventare un abile giocatore, magari arrivando ad indossare la tanto ambita maglia della prima squadra dove un regista con discrete abilità tecniche e capacità di interdizione non si vede dagli sconvenienti e riprovevoli tempi della serie C, quando fu trascinato all’ombra del Vesuvio Gaetano Fontana, molto apprezzato dai tifosi allora ed ancora oggi. Una “vita da mediano” oltre ad un glorioso e roseo futuro attende il capitano degli azzurrini che, come ha dimostrato nelle prime uscite stagionali della Primavera, costituisce la speranza insieme ad altri giovani promesse di risollevare dalla crisi e far germogliare un quasi defunto calcio italiano.

     

    Fonte:Napoli