Napoli e la sua Generazione di Fenomeni

Napoli

Da Zielinski a Diawara, passando per Rog. La nuova politica del Napoli piace. A patto che… non diventino campioni altrove

Ne sono davvero passati tanti da queste parti. Chi prometteva ed ha rispettato le attese come Edinson Cavani, che al Napoli approdò all’età di 23 anni, ma anche Ezequiel Lavezzi che all’epoca dell’esordio in maglia azzurra di anni ne aveva 22. O Walter Gargano, riccioluto ventitreenne all’epoca, che pur avendo fatto (senza troppi rimpianti) ritorno in patria, comunque al Napoli ha totalizzato la bellezza di 189 presenze, con il suo nome che è apparso quattro volte nella tabella marcatori (mai così prolifica la sua carriera). E infine Marek Hamsik. Lo slovacco appena entrato nella storia del club azzurro segnando (in serie A) più gol di sua maestà Maradona, approdò al Napoli all’età di vent’anni. Ad oggi di questo club ne è il capitano, oltre che a farne parte della storia, e spera di vincere ancora con questa maglia addosso, a partire proprio dalla sfida col Bologna.

Ma non tutte le ciambelle riescono col buco…

Questo si sa… Nel calcio poi, è sempre complicato trovare il fenomeno che ti faccia la differenza. Forse ce ne saranno pure pochi, e per arrivare a quei pochi, ci vuole organizzazione e pazienza. Il Napoli spesso non è riuscito in questo. Pensiamo ad Erwin Hoffer per esempio (ventiduenne all’epoca) che arrivò al Napoli dopo aver fatto le fortune del Rapid Vienna. Appena 8 presenze in azzurro. Ad oggi sta facendo un tantino meglio nella serie B tedesca (Karlsruhe il suo ultimo club). De Laurentiis lo paragonava a Kirk Douglas (in effetti ci somigliava)… Chissà, forse da attore, la sua carriera sarebbe stata migliore. Hoffer… Ma anche Dumitru. Il Napoli lo prelevò dall’Empoli all’età di 19 anni. Gioiellino della nazionale italiana Under 19 e Under 20. Qualche addetto ai lavori, paragonava Nicolao Dumitri a  Thierry Henry (…), ha vestito l’azzurro partenopeo solo in una stagione, collezionando nove presenze, senza andare mai in rete (se non in qualche pre campionato). Un po poco per essere il ‘nuovo Henry’ (sperando che il vero Henry non sia mai a conoscenza di questo accostamento). Oggi il cartellino di Dumitru è ancora del Napoli, ma gira in prestito la Serie B italiana (Latina, Ternana, Reggina, Empoli, Cittadella), e l’Europa (Veroia e, attualmente, Nottingham Forrest).

Ma c’è una positiva inversione di tendenza?

Per farla breve, come breve è stata la gloria di questi ex promettenti giovani, non possiamo non ricordare di Nicolas Navarro (all’epoca 23 enne), o Jesus Datolo che, seppur non giovanissimo (24 anni) si concesse il lusso di una presentazione in grande stile, girando il San Paolo come un argentino di altri tempi. Insomma davvero tanti.

Del Napoli attuale possiamo dire che i tempi dei vari Fideleff e Chavez (giusto per citarne altri due) sono, o almeno si spera, ormai passati. La nuova generazione azzurra è un esercito di poco più che ventenni, che oltre a far bene, fanno parlare positivamente anche coloro che a sentir pronunciare Napoli conoscono solo il modo di come minimizzare il tutto. Da Jorginho, Koulibaly e Hjsay, ai nuovi arrivati Milik, Diawara, Zielinski e Rog. Oggi sono giovani dalle bellissime speranze, e che difficilmente tradiranno le attese. Si spera che il Napoli trovi la forza e quel briciolo di volontà utile a consacrarli quì alle falde del Vesuvio.

Lo si spera certo, anche se le clausole rescissorie, messe quasi ancor prima di rendere ufficiali i loro acquisti, non lasciano pensare in positivo sotto questo aspetto. Noi per adesso ce li coccoliamo, sperando che tutti recitano la loro bella parte. Alla vigilia della quarta giornata di campionato, e alla luce dell’esordio in Champions, senza voler fare dannosi paragoni, diciamo che Arkadiusz Milik e Piotr Zielinski, hanno rotto il ghiaccio senza troppe esitazioni. In attesa di Diawara (il suo esordio è previsto per la gara contro il Bologna) e Rog, possiamo ben sperare che il futuro è dalla nostra e dalla loro parte. Se son rose fioriranno. Sperando, questa volta, che il bouquet non venga poi consegnato al miglior offerente. Perchè i giovani sono sinonimo di progettualità. E la progettualità è sinonimo di investimento, con tutti i suoi rischi. E di un investimento, bisogna raccoglierne i frutti. E che i frutti non siano solo plusvalenze.