GdS – La strategia di Gastone e l’incontro con i pm

 

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport riporta alcuni aggiornamenti sulle dichiarazioni di Gastone ai pm

 

Dieci minuti, nessun interrogatorio, solo una dichiarazione spontanea — «Ho sparato perché ho avuto paura di essere ammazzato ma non ho mirato in alcuna direzione» —, giusto per ribadire ai pm il senso del memoriale inviato in Procura qualche giorno fa, effettivamente riassumibile in un concetto chiave: il 3 maggio ho sparato per legittima difesa e non per uccidere.

 

Chiaro il concetto. Come è intuibile l’obiettivo che ieri ha spinto i legali di De Santis, Tommaso Politi e Michele D’Urso, a rendere pubbliche la lettera e le foto scattate nell’ospedale di Viterbo che testimoniano la cicatrice sulla fronte e le ferite da punta sul gluteo: preparare il terreno alla strategia difensiva che metteranno in atto nel processo in Corte d’Assise, cominciare a instillare il dubbio della legittima difesa nei giudici popolari che verranno estratti. Hanno questo obiettivo tutti quei passaggi sulla «paura di essere ammazzato», «le bastonate e le coltellate dei trenta napoletani che mi inseguivano», il «sangue dappertutto», magari è strategica anche la «disperazione per Ciro Esposito: mi porto dentro il dolore per la sua morte», scrive l’indagato per l’omicidio del 29enne napoletano.