GdS – STRAMAZZATA! Folle turnover di Benitez e il Napoli crolla a Udine

     

    Siccome è un allenatore dal respiro internazionale, non per niente ha baciato quattro coppe europee e un mondiale per club, Rafa Benitez usa il Napoli quasi vero in Europa League e un altro troppo modificato dal turnover in campionato.

     

    Lo spagnolo agisce al contrario degli altri e la stagione dirà se ha ragione: esaminata la composizione di questa partita, ha più probabilità di fare strada nella coppa del giovedì che prendere lo scudetto. Ma forse il tecnico si sarà stufato delle lacrime estive dei nostri club, quando promettono di non snobbare la seconda competizione europea e poi la trattano come il torneo per riserve. Detto che la Champions da questa annata si può prendere anche vincendo l’EuroLeague, il ragionamento può avere senso, ma lo si saprà soltanto a maggio. Mentre lui deve vivere il presente di un Napoli che infila la seconda sconfitta consecutiva e la peggior partenza in A dal 2009-10.

     

    I motivi Non sono lontani i tempi in cui a Udine si lamentavano per «non aver potuto allenarsi, visti gli impegni in rapida sequenza». Nelle parole di Francesco Guidolin c’era la richiesta di clemenza per un gruppo che soffriva dei propri meriti, cioè aver raggiunto l’Europa ma non riuscire ad affrontare poi tutte le competizioni con la stessa eccellenza. Andrea Stramaccioni invece è nella situazione opposta al predecessore e a Benitez, ha avuto tutta la settimana per lavorare, per studiare la prima Udinese con la difesa a quattro, un solo trequartista a girare intorno a Di Natale (spesso Kone), mentre l’altro, Fernandes, si allargava per arginare Maggio (4-4-1-1). Non è stata però una vittoria tattica, piuttosto fisica e caratteriale, in una partita che per un’ora è stata una rincorsa fra chi sbagliava di più, passaggi brevi o lanci, superiorità create e subito distrutte da errori immediati. Il primo tiro in porta dell’Udinese dopo 63 minuti, ma pure il Napoli, che più aveva il polso del match, non è andato oltre un palo di Gargano per tutto il primo tempo. Quando Danilo ha trovato un gol con l’aiuto di un tocco involontario di Koulibaly, è iniziata per i bianconeri la vera partita studiata a tavolino, con suggerimenti più precisi e contropiede più deciso. Di Natale non era in giornata, in compenso la crescita di Allan, due parate di Karnezis prima del vantaggio e la superba condizione di Danilo hanno rimpicciolito il Napoli.

     

    I cambi La formazione sbagliata di Benitez non includeva Inler, Hamsik, Callejon, Mertens, tutti titolari nel successo sullo Sparta Praga. Centrocampisti di lavoro ma senza raffinatezze (David Lopez soprattutto), esterni alti approssimativi (Zuniga a destra), sfuocati come Insigne, o le movenze del trequartista Michu hanno tolto al Napoli la velocità necessaria per entrare negli sbagli dell’Udinese. Mertens, Callejon e De Guzman sono poi stati mandati dentro quando i padroni di casa non concedevano più errori. Così l’Udinese in casa fa due su due, quasi che si potrebbe riparlare d’Europa. Stramaccioni non si allarmi, si scherza.

     

    La Gazzetta dello Sport