GdS – Daniele De Santis: i dubbi dei pm

 

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport riporta i dubbi dei pm sulle dichiarazioni di Daniele De Santis

 

Per lo stesso motivo, si intuisce anche perché De Santis — al netto di condizioni psicofisiche effettivamente gravi —, non voglia rispondere alle domande dei pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio. De Santis dice di non poter raccontare come siano effettivamente andate le cose a Tor di Quinto «per non alimentare un clima di odio e provocare qualche altro pazzo, visto che mi hanno messo contro una città intera e ora temo per la mia famiglia».

 

Ma la sua ricostruzione non convince i pm, fin dai primi passaggi, quando De Santis scrive di essere «uscito dalla Boreale (il circolo sportivo dove vive, ndr) per chiudere il cancello perché si sentiva un casino di bomboni e fumogeni e dentro stavano giocando i ragazzi. Non ho tirato nessun bombone, quando sono uscito ho solo raccolto un fumogeno che stava per terra e l’ho tirato e ho strillato al conducente del pullman di levarsi da là quando ho visto che c’erano già casini».

 

Se l’intento di Gastone era difendere i bambini della scuola calcio — si chiedono i pm —, perché è uscito con una Benelli 7.65 carica, di cui, peraltro, nel suo memoriale non fa alcun cenno, senza specificare perché la avesse con sé? E perché le testimonianze raccolte all’interno del pullman lo descrivono armato di almeno un paio di bombe carta, che avrebbe lanciato sul mezzo insieme a una sfilza di insulti?

 

I dubbi, per i pm, aumentano quando De Santis descrive gli attimi che precedono la sparatoria, a contatto con il gruppo di Ciro Esposito: sono pochi secondi in cui l’indagato racconta di essere stato «bastonato e accoltellato», in sostanza ferito in modo tanto violento da giustificare quattro colpi di pistola, sparati senza mirare — dice lui — eppure hanno provocato cinque ferite, una delle quali mortale. «Se De Santis si dice disperato, significa che ha una coscienza — chiosa Antonella Leardi, madre di Ciro. Ma io non credo che avesse paura: è uscito attrezzato per fare male e avrebbe potuto uccidere tutti». Nuovo round lunedì, nella parte dell’incidente probatorio dedicata alle conclusioni dei periti del Racis.