Gargano: “Abbiamo fatto il salto di qualità, con lo Young avremo la stessa mentalità della gara con la Roma”

Walter Gargano parla alla vigilia della sfida con lo Young Boys.

 

Il Napoli giocherà una partita diversa ripetto a Berna?
“Giochiamo in casa, non cerco scuse. Ora stiamo giocando meglio e lo dimostreremo”.

 

Avete svoltato?
“Non penso solo alla vittoria con la Roma. Avevamo disputato tante buone partite senza riuscire a segnare. Con la Roma è girato il vento, potevamo vincere 4-0 già nel primo tempo”.

 

Sta cambiando il rapporto con la gente?
“Sono felice per Lorenzo Insigne. Si impegna tantissimo, è napoletano. A volte si arrabbia, l’esperienza poi ti insegna che non si deve reagire. Siamo tutti dalla parte del Napoli e vogliamo il meglio per questa squadra. Siamo felici tutti quanti”.

 

Ha vissuto diversi Napoli. Questo che gruppo è?
“Ho vissuto il periodo di crescita del Napoli. L’anno scorso giocavano alla grande e io ero contento. Oggi sono ritornato e mi fa ancora più piacere. Continuiamo ad essere sempre gli stessi, ora abbiamo fatto il salto di qualità. Lottiamo su ogni pallone e diamo il massimo”.

 

Si sente trascinatore di questo gruppo?
“In quel periodo le cose non andavano perché chi è tornato dal Mondiale non era al top. Stiamo tornando alla forma migliore. Ora stiamo bene. Prima andavamo in difficoltà, non eravamo in condizione. Ora siamo migliorati, la crescita è stata complessiva ma anche individuale. Il leader è Benitez, non sono io. Ci sono tanti giocatori importanti come Hamsik e Christian Maggio. Io penso a dare il massimo”.

 

Bisogna avere sempre grandi stimoli?
“Non è una questione di mentalità. A volte è difficile giocare con le piccole: ci sono pochi spazi e noi abbiamo subito anche gol sfortunati. Con le grandi a volte è facile”.

 

E’ il miglior Gargano dal 2007?
“Ora ho esperienza e mentalità. Sono un uomo e sono cresciuto. Ho la fiducia della squadra e dell’allenatore”.

 

Cosa è scattato nella sua mente per affrontare i fischi?
“Per me è una cosa molto difficile ritornare. I napoletani sono fatti così, devi pensare solo alla squadra. Parlo tanto con Benitez, ho fatto l’esperienza in due squadre come Inter e Parma. La gente ha visto questo come un tradimento. Questi tifosi sono impagabili: quello che ho vissuto qui, è diverso da quello che ho provato altrove. Ho due figli napoletani e sono legato a vita a questa città”.

 

Cosa è cambiato dopo la sconfitta di Berna?
“E’ successo che la Roma gioca diversamente. Si esprime come noi e ce la siamo giocata bene”.

 

Domani che Napoli vedremo?
“Non so chi giocherà. Decide Benitez. Sicuramente chi andrà in campo farà il massimo”.

 

Qual è l’obiettivo?
“Penso solo alla prossima sfida”.

 

Cosa ne pensa di David Lopez?
“Non è facile arrivare e fare bene. Ha maturità e responsabilità, non è facile giocare a Napoli e lui lo sta dimostrando. Ha la fiducia dell’allenatore e dei compagni”.

 

Quanto è stato importante Benitez nella sua scelta?
“Ho parlato con l’allenatore e con la mia famiglia. Poi io sono sempre lo stesso: sono pronto a giocare con la faccia spaccata o con il piede rotto. Ringrazierò sempre tutti, i tifosi stanno cominciando a credere in me”.

 

Qual è la differenza rispetto alla precedente gestione?
“Sono due mentalità diverse. Benitez chiede sempre di giocare a due tocchi. A me piace più questa, così giocano le grandi squadre. La mentalità di Benitez e del gioco spagnolo è questa. La mentalità è quella di vincere sempre con un grande spettacolo e un grande gioco. Ci dispiace quando non ci riusciamo: spesso contro di noi i portieri avversari fanno i miracoli. Ci incazziamo pure noi, proprio come la gente. Sono orgoglioso di essere qui”.

 

Vuole fare una promessa al San Paolo?
“Come ho detto prima, darò il massimo. Non devo fare altre promesse”.

 

Radio Marte