La forza del Silenzio, similitudini e disguidi tra Lorenzo Insigne e Maggie Simpson

     

     

    La forza del Silenzio, similitudini e disguidi tra Lorenzo Insigne e Maggie Simpson

     

     

    Di Leonardo Ciccarelli per Autori fanpage

     

    Un professionista che risponde ai fischi è sempre in errore. In NBA Insigne sarebbe stato preso in braccio e portato fuori dal palazzetto per sempre. Lorenzo va aiutato e difeso ma la saggezza popolare non sbaglia mai: “aiutati che Dio t’aiuta”. Estirpare due demoni e sparare al Signor Burns. Dire finalmente quelle paroline, per voce di Liz Taylor

     

    Il mondo occidentale è ossessionato dalla parola, lo è sempre stato. I filosofi fin dall’antica Grecia hanno, di fatto, detto che senza parola non esiste pensiero né umanità a differenza della filosofia orientale che venera il silenzio.
    Sebbene la parola sia senza il minimo dubbio il fondamento stesso degli esseri umani, a volte il silenzio è d’oro e la saggezza popolare ci consegna decine di detti che inneggiano al Silenzio. C’è un personaggio televisivo che ha fatto storia, e che oggi compie gli anni, che ha fatto del silenzio la sua principale caratteristica: Maggie Simpson.

     
    Maggie è una bambina di poco più di un anno, anche se ne dimostra meno. E’ perspicace, una tiratrice scelta, con un quoziente intellettivo altissimo ma non riesce a parlare né tantomeno è presa in considerazione dalla propria famiglia visto quante volte lo stesso Homer, suo padre, si dimentica dell’esistenza della piccina.

     
    Maggie, ci insegna nel 1995, che parlare può creare problemi e che restando in silenzio si possono fare anche cose spregevoli. Mi riferisco ad uno dei più grandi episodi della serie dei Simpson: “Chi ha sparato al signor Burns?”. Chi avrebbe immaginato Maggie? Poteva essere Smithers, poteva essere Homer, poteva essere chiunque ma non la piccola ed innocente Maggie Simpson. Invece fu lei, per difendere il proprio lecca lecca. All’epoca si pensava lo avesse fatto inconsciamente ma nel corso delle stagioni si deduce che la bambina abbia sparato consapevolmente al bruto che voleva rubare quel dolcetto, come per esempio quando Mr.Burns va a casa Simspon e Maggie lo accoglie simulando una pistola con la manina.


     

     


     

    Alla fine dell’episodio Maggie cerca anche di parlare, ma non ci riesce, ed allora tutto va nel dimenticatoio. Le reazioni, spesso, sono un problema e se sei un professionista sono sempre sbagliate.

    Il Napoli un piccoletto che dimostra meno anni di quelli che ha lo possiede. E’ il figlio più piccolo di una grande città, proprio come Maggie, e proprio come Maggie riesce ad essere letale con la differenza che quando fa delle malefatte, e la partita di ieri lo è sicuramente, la bimba non incita la madre a sgridarla di più. Sta in silenzio, buona, consapevole che forse, quelle ramanzine, sono meritate ed ora il rapporto con la città è ancor più incrinato e logoro di quanto non fosse in passato perché il guaio è che non è un episodio isolato ed ha precedenti seri.

    Lorenzo non riesce ad esprimersi a dovere o lo fa sporadicamente, troppo sporadicamente per uno con il suo talento, proprio come Maggie che parla solo in pochissime occasioni, e quando lo fa, proprio come Lorenzo, è un capolavoro d’arte moderna: il Magnifico tira fuori dal cilindro perle di rara bellezza e regala coppe alla propria squadra, la bambina, alla sua prima parola, ha la voce di Liz Taylor. Poi però il vuoto, passano gli anni e lei sta sempre zitta e tutti si chiedono se davvero sia quel piccolo genio che tutti pensano.
    Idem per Lorenzo. Napoli è arrabbiata con Insigne perché sa quello che potrebbe fare e non fa, perché sa che potrebbe parlare, camminare e creare ma sta lì in silenzio a far chiedere a tutti se sia bravo a fare ciò per cui è pagato oppure no.

     
    Lorenzo di talento ne ha da vendere e forse con i giusti suggerimenti, come Lisa con Maggie al test del QI, può esplodere per quel bambino prodigio che in realtà è. Deve solo concentrarsi e tirar fuori tutti quei demoni che gli logorano l’anima e che troppo spesso parlano nelle radio e nelle tv nostrane. Deve tornare ad essere un infante che gioca solo ed esclusivamente per divertirsi altrimenti la città continuerà ad aspettarlo al varco, pronta a sparare e a condannare al minimo inghippo, spesso ingiustamente perché dal match di ieri una cosa sola è certa: i tifosi dell’Athletic Bilbao, un giocatore basco che esce dal campo dopo una brutta prestazione mai lo avrebbero fischiato. Lo avrebbero incoraggiato e il giocatore basco in questione avrebbe ringraziato, applaudito e sarebbe andato oltre, più forte di prima. E’ facile amare quando tutto va bene, il difficile viene nei momenti di difficoltà.

     
    Un solo appunto, può risolvere tutti i dilemmi.
    Maggie, nel corso della sua quasi 30ennale esistenza riesce ad esprimersi liberamente in una sola occasione, senza l’oppressione della sua famiglia, quando va dai Flanders che al posto di giudicarla ed ignorarla, la riempiono di attenzioni e la coccolano. Maggie, in quell’occasione, si esprime, decide, cammina. E’ una bambina bella e solare e non imbronciata che lancia le magliette in panchina. E se la soluzione per il Caso Insigne, fosse un cambiamento di Famiglia?