Il figlio di Bonucci usato dagli sciacalli del Web: Su facebook si chiede il like per guarirlo

Il figlio di Bonucci usato dagli sciacalli del Web.

Il figlio di Bonucci usato dagli sciacalli del Web. La  vergogna:  su  facebook si chiede il like per guarirlo, nessuno si indigna?

Di: Francesco Pollasto

Il figlio di Bonucci usato dagli sciacalli del Web Incuranti delle condizioni del figlio del difensore della Juventus, molti hanno pensato che fosse una buona occasione per avere visibilità. Lo sciacallaggio 2.0 corre su facebook, dove ormai si condivide qualsiasi cosa per ottenere un miserabile click, e per esso non si esita a passare anche su un bambino.

In principio era bello leggere messaggi di sostegno provenienti da Napoli, luogo geneticamente avverso ai colori bianconeri, io stesso ho lanciato un messaggio di solidarietà, nei confronti del difensore della Juventus, poi basta si termina, “Si rispettano i familiari e il loro dolore”

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Una pagina facebook chiede il like cosi’ il figlio di Bonucci starà meglio

Non è così, non me ne vogliano gli internauti dei social, ma a volte, su Facebook, si incontra davvero il lato peggiore dell’essere umano. Parlo di questo social perché è il più diffuso e sicuramente quello che fa più rumore, dove da ieri circolano link di pagine che alla foto del difensore juventino con il figlio accompagnano un miserabile messaggio di adesione alla pagina, con l’immancabile richiesta di like.

Non ci sto, davvero gli uomini hanno perso la pietà? Uno schifo barattare la sofferenza di un bambino per un like virtuale è la forma più spregevole di accattonaggio che possa esistere. Accattoni virtuali, questi sono diventati la maggioranza delle persone, ma poi, per cosa? Autocompiacimento? Non esistono i like di facebook, sono numeri visualizzati ma non reali, la sofferenza del piccolo Bonucci invece esiste, riflettete. E tornate ad essere umani.

PS. NON HO SCRITTO QUESTO ARTICOLO PER COLLEZIONARE “LIKE”; SPERO SOLTANTO CHE SIA UTILE A RIFLETTERE. E A RESTITUIRE AL PICCOLO BONUCCI IL RISPETTO CHE MERITA.