La FIGC si mette di traverso: “No al nome Optì Pobà in Terza Categoria”

     

    Il comitato lucano della FIGC frustra l’iniziativa del 27enne Francesco Giuzio: “Non è giusto usare quel nome”. La replica: “Giocheremo i tornei amatoriali”.


     

    A quanto pare, Optì Pobà rischia di rimanere un personaggio creato da una sgradevole battuta di Carlo Tavecchio, presidente della FIGC, e una simpatica pagina Facebook. Ma non ci sarà nessuna ASD Optì Pobà nei campionati dilettantistici della Basilicata, come speravano a Potenza. ‘Colpa’ della stessa Federazione, che si è messa con decisione di traverso.

    L’idea di fondare una squadra chiamandola con il nome del calciatore immaginario “che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così” era venuta al 27enne Francesco Giuzio. Ma il ragazzo non potrà iscriverla al campionato di Terza Categoria, dovendo quindi ripiegare sui tornei amatoriali.

    Secondo quanto riporta la ‘Gazzetta dello Sport’, uno dei motivi è di natura economica: mettere in regola un gruppo di 128 calciatori, perché l’ASD Optì Pobà accoglie tutti, costerebbe la notevole cifra 1700 euro. E poi, un motivo non meno decisivo per il dietrofront di Giuzio è il veto arrivato dalla sezione lucana della FIGC, che ha impedito che il progetto del 27enne diventasse realtà.

    “Il 13 e il 14 ottobre ho detto a Giuzio che non poteva usare quel nome in un campionato Figc. Mi dispiace moltissimo, l’iniziativa potrebbe essere un fiore all’occhiello per la federazione, ma crediamo non sia giusto usare quel nome. Così, non ci interessa” dice al quotidiano Piero Rinaldi, presidente del comitato regionale Basilicata della Figc.

    Per questo, allora, il finale più probabile è l’iscrizione dell’ASD Optì Pobà, formata da rifugiati da vari paesi dell’Africa, avvenga in un campionato Opes, come annuncia lo stesso Giuzio. Il quale, nonostante le intimazioni che gli arrivano dalla FIGC, è disposto a tutto pur di lasciare alla sua nuova creatura il nome della discordia.

    Goal.com