FIFA, diversi dirigenti in manette

    Sei funzionari dell’organo più importante del calcio mondiale sospettati di aver accettato bustarelle per 100 milioni di Euro

     

    ZURIGO – Terremoto ai vertici della Fifa, l’organo di governo del calcio mondiale, all’antevigilia della prevista rielezione del suo presidente Sepp Blatter. Sei funzionari della Federazione internazionale di calcio (Fifa) e di organizzazioni affiliate sono stati arrestati stamane a Zurigo su richiesta delle autorità statunitensi. Sono sospettati di aver accettato bustarelle per oltre 100 milioni di dollari, indica una nota dell’Ufficio federale di giustizia (UFG). I sei sono stati posti in detenzione in vista dell’estradizione.

    Il pubblico ministero competente per il distretto Est di New York sta indagando contro queste persone perché sospettate di aver accettato dagli anni Novanta ad oggi tangenti e provvigioni nascoste, prosegue il comunicato dell’UFG, cui si sono rivolte le autorità inquirenti americane. Avrebbero ottenuto denaro da rappresentanti di media sportivi e imprese di commercializzazione dello sport in cambio dei diritti di trasmissione, commercializzazione e sponsorizzazione di tornei di calcio negli Stati Uniti e nell’America del Sud.

    Secondo la richiesta d’arresto, tali reati sarebbero stati concordati e preparati negli Stati Uniti. Alcuni pagamenti sarebbero avvenuti attraverso banche americane.

    Fra le persone arrestate nell’hotel di lusso Baur au Lac non figura Josef ‘Sepp’ Blatter, capo indiscusso del calcio mondiale dal 1998, indicato da media americani come indagato ma non attualmente sotto accusa. Il 79enne vallesano non è “assolutamente implicato” nella vicenda, ha dichiarato all’ats il portavoce della Fifa Walter de Gregorio. Blatter è dato per favorito per la rielezione a un quinto mandato alla testa della Federazione.

    Ma l’inchiesta è sicuramente un brutto colpo alle sue speranze di rielezione. Il voto si terrà venerdì e Blatter si gioca il mandato di fronte alla sfida del principe giordano Ali bin Al Hussein.

    Le persone arrestate si trovavano a Zurigo per partecipare al congresso della Fifa. Secondo quanto riferisce il New York Times – che stamane per primo ha dato notizia dell’operazione in corso a Zurigo e che parla di bustarelle per oltre 150 milioni di dollari – complessivamente le persone messe sotto accusa sarebbero 14, ma non tutte si trovavano nella città sulla Limmat. Tra gli accusati ci sarebbero Jeffrey Webb delle Isole Cayman, uno dei vicepresidenti del comitato esecutivo della Fifa, l’uruguaiano Eugenio Figueredo, anche lui vicepresidente ed ex presidente dell’associazione sudamericana di calcio, e Jack Warner di Trinidad e Tobago, ex membro del comitato esecutivo.

    La polizia zurighese, su ordine dell’UFG, svolgerà ancora oggi audizioni relative alla domanda d’arresto delle autorità statunitensi. Se la persona ricercata acconsente all’estradizione, sarà applicata una procedura accelerata. Se si oppone, l’UFG chiederà agli Stati Uniti di presentare una domanda formale di estradizione entro il termine di 40 giorni previsto dal trattato bilaterale di estradizione.

    Le accuse di corruzione a diversi dirigenti del governo del calcio mondiale dovrebbero essere formalizzate nelle prossime ore dalla ministra della Giustizia americana Loretta Lynch e dal capo dell’Fbi James Comey, che hanno annunciato una conferenza stampa a New Yark. Anche la Fifa ha annunciato un incontro con i media alle 11 alla sua sede zurighese.

    Lo scoppio dello scandalo era nell’aria da tempo. Gli agenti dell’Fbi indagano oramai da tre anni. Ma a imprimere un’accelerazione all’azione delle autorità americane – raccontano i media Usa – sarebbe stata in particolare la decisione dell’ex procuratore Michael Garcia, che di recente ha preso le distanze dalla Fifa dopo essere stato assunto dall’associazione per svolgere un’indagine interna. Indagine al termine della quale i vertici della Fifa hanno parlato dell’inesistenza di fatti che provino la corruzione. Conclusioni da cui l’ex procuratore si è dissociato.

    Le accuse di corruzione mosse dalle autorità americane si riferiscono agli ultimi 20 anni, e riguardano tra i tanti episodi le gare per aggiudicarsi i campionati mondiali così come gli accordi per il marketing e i diritti televisivi. Nell’inchiesta sarebbero finite anche le vicende che hanno portato all’assegnazione dei mondiali del 2018 e del 2022 rispettivamente a Russia e Qatar.

    Fonte: tio.ch