Festeggiamenti Napoli, Juve, Roma: dov’è la differenza?

    di Mariana Di Maio

    Al termine della partita col Torino,così come accadde con l’Inter, i giocatori azzurri si sono soffermati sotto le curve per festeggiare la vittoria. Come contro i neroazzurri, i festeggiamenti sono stati criticati da alcuni ex giocatori, oggi opinionisti nelle trasmissioni sportive. “Esagerata” così fu definita e così è stata ridefinita stasera.

    Eppure nessuno di questi opinionisti, ha mai osato definire esagerate le esultanze di Juve, Roma, Inter o chi che sia. Esultanze più che giustificate e apprezzate, senza mai solo pensare che tanta euforia potesse smuovere gli equilibri di squadra, ambiente o campionato. Nel caso Napoli, questi “quattro salti” possono portare all’annientamento totale della squadra, altro che armageddon.

    Ancora ricordo i festeggiamenti della Juve al San Paolo per 3-1 (la rivincita dopo la sconfitta in Super Coppa), altro che campionato, avevano vinto la Champions, ma li nessuno disse A, mentre l’anno prima quando gli azzurri vinsero per 2 a 0 furono criticati pensatemene per quel giro di campo, a parlare ovviamente erano sempre i soliti noti.

    Fortunate invece sono le squadre medio-piccole. A loro festeggiare una vittoria è concesso, perchè di loro parleranno al massimo per 2 minuti. Ma torniamo allo scandalo festeggiamenti targati Higuain e company.

    Se a Garcia qualche, anno fa, veniva chiesto cosa si provasse a vedere i propri giocatori festeggiare, sotto la curva, le vittorie che li teneva agganciati ai bianconeri, oggi a Sarri si chiede perchè non li abbia ancora castigati per questo folle atto.

    Ma come si può ritenere un tale atto una follia o una esagerazione?

    Solo chi non sa vedere oltre una vittoria, non potrà mai capirlo. In quei momenti non si festeggiano solo i 3 punti, ma un momento, un emozione, un unione. La squadra si fonde con i colori della città e con il sangue dei figli di Partenope, in quel momento si è un’unica cosa: un solo battito, un solo respiro, una sola voce.

    Questo è l’essenza del calcio, dello sport.

    A qualcuno potrà sfuggire, ma credo sia giusto vivere l’attimo per quello che è non per quel che sarà. “Al di là del risultato”, non è solo uno slogan. Che Reina & C. non perdano queste “cattive” abitudini e che continuino a cantare questo amore esagerato, per questi tifosi, che sono lì a sostenere, partita dopo partita, tra piaceri e sofferenze, la loro fede, la loro passione.