Ferlaino si considerava l’ultimo dei Borbone, ma la moglie preferi’ un icona francese.

    Ferlaino: Il neo borbonico di Napoli

    Di: Francesco Pollasto

    Corrado Ferlaino, nato a Cosenza nel 1931, ingegnere, imprenditore, è famoso per aver ricoperto per anni la carica di presidente del Napoli e, soprattutto, per avere portato all’ombra del Vesuvio due scudetti.

    Nipote del magistrato Francesco Ferlaino, ucciso dalla ‘ndrangheta a Lamezia Terme nel 1975, separato, cinque figli, vive in una splendida dimora all’inizio di via Tasso.

    Appassionato di automobilismo, alla guida di una Ferrari GTO, ha preso parte a quattro edizioni della Targa Florio. Il suo miglior piazzamento è stato un quinto posto nel 1964, in coppia con Taramazzo.

    Durante la sua gestione, protrattasi con brevi intervalli fino al 2000, il Napoli ha militato sempre nella massima serie, raggiungendo il massimo fulgore negli anni Ottanta in corrispondenza della presenza in maglia azzurra di Diego Armando Maradona, vincendo due scudetti, una Coppa Uefa, una Coppa Italia ed una Supercoppa italiana; precedentemente, sempre con la gestione Ferlaino, la squadra azzurra aveva vinto, nel 1976, una Coppa Italia ed una Coppa di Lega Italo-Inglese.

    Ferlaino trova sempre modi per fare soldi e costruire uno stadio di proprietà della squadra, l’ingegnere-imprenditore teorizza l’azionariato popolare ma tra tutti i suoi sogni riesce a realizzare solo la creazione di un settore giovanile, vero e proprio vivaio costituito da giovani talenti scoperti da osservatori inviati sui campetti di periferia.

     

    Bisogna attendere il 1987 per vedere realizzata la promessa che Ferlaino ha fatto a tutti i napoletani nel momento in cui è diventato presidente della squadra: portare lo scudetto a Napoli.

    L’ingegnere-tifoso si vanta di aver sempre evitato la retrocessione e si considera l’ ”ultimo dei Borboni”, aveva tentato di riaffermare il richiamo storico proponendo sulle maglie lo scudo ornato dai tre gigli borbonici con una “enne” al centro, ma non proseguì nell’intento.

    Probabilmente fu proprio il pallino per la storia di Napoli a indurre Ferlaino in un errore che arriva ai giorni nostri: dall’arrivo di Maradona, datato 1984, viene adottata una “enne” napoleonica, oggi scevra di ogni orpello e scritta, a richiamare il periodo napoleonico della città e a comunicare all’Europa calcistica un legame con la Francia imperiale lontano dalle radici della città, peraltro caratterizzato da saccheggi e inganni e, anche per ciò, durato soli dieci anni.

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    Ferlaino accontentò probabilmente un desiderio della moglie Patrizia Boldoni, grande appassionata della figura dell’Imperatore a tal punto da mettere insieme una preziosa collezione napoleonica fatta di preziosi oggetti portati in mostra nel 2010 a Napoli ed è davvero osannato come un re quando l’abilità di Antonio Juliano, che ha militato nel Napoli ai tempi di Sivori e Altafini, diventato dirigente della squadra, riesce a portare a Napoli il fuoriclasse argentino Diego Armando Maradona, il “pibe de oro”,strappandolo al Barcellona.

    CURIOSITA’
    Ferlaino aveva buoni rapporti con Rosario Lo Bello, che era un meridionalista convinto. I due quando si incontravano, parlavano spesso, del Regno delle due sicilie, come due storici, per loro era una fatto  naturale.

    Ferlaino e’ uno tra i più spregiudicati presidenti, Giusy Farina, ex numero uno di Vicenza e Milan, lo guarda con sospetto dichiarando: “Quando tratto con lui, sto sempre con le spalle appoggiate al muro. Non si sa mai “.

    Fonte: Carratelli Mimmo,Ferlaino sceicco di Napoli. Palazzi, amori e scudetti 2010, 208 p.-Angelo Forgione blog.

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