Ferlaino: Le scommesse clandestine di Forecella e quella frase dell’avvocato, che ricordi.

Ferlaino: Le scommesse clandestine di Forecella e le parole di Agnelli

Ferlaino parla del Napoli di ieri e di oggi

Ferlaino: Le scommesse clandestine di Forecella e quella frase dell’avvocato, che ricordi. Achille lauro mi apri’ la porta nudo, e mi disse una frase incredibile sul Mattino.

 

Il presidente dei due scudetti a 85 anni non si perde una partita. «in tv, e da solo. La passione popolare sta sparendo, i giocatori chiedono sempre di più».Ferlaino parla alla gazzetta dello sport:

 Corrado Ferlaino ha il pallone nel sangue. «

Per le donne e le macchine ormai sono vecchio. Mi restano Napoli e il calcio».

Papà repubblicano, però lei mise gli stemmi monarchici sugli abbonamenti.

«Sono innamorato della città, una capitale dal 1200, più o meno. Angioini, Aragonesi, Borboni…Poi dicono che i napoletani sono furbi. Ma se ci siamo fatti fare fessi da Cavour».

 I tifosi l’hanno anche contestata duramente.

«Fa parte del gioco, ma Napoli mi vizia. Fuori da Napoli non sarei nessuno».

Lei non va più allo stadio?

«Ho calcolato di aver visto 2.000 partite dal vivo. Ho già dato».

L’Avvocato e il Dottore, protagonisti nella sua epoca. Chi era il suo vero rivale?

«Bella domanda. La Juve per i napoletani è il primo avversario, ma per qualche anno fu il Milan il nostro vero rivale».

Ricordi dell’Avvocato?

«Juve­ Napoli, una volta che finì 3­1 per il Napoli. Mi volle accanto a lui, il che non era usuale, e continuava a dirmi “La sua squadra è fortissima”. Io ero in trance, dovette ripeterlo più volte. Alla fine lo ringraziai».

 Lei avrebbe ceduto Higuain?

«No, ma forse mi sbaglio. Glielo dice uno che ha avuto le bombe sotto casa. Hanno incendiato la mia macchina, c’era un clima un po’ così. Io più che occuparmi dei nemici esterni dovevo occuparmi delle scommesse clandestine, con probabile centrale a Forcella. C’erano dei giocatori che andavano e venivano da lì. Era un problema».

De Laurentiis le piace?

«Fa cose giuste e ha trovato un grande allenatore. Sarri è la punta dell’iceberg, poi in Italia abbiamo altri tecnici bravi anche senza i grandi giocatori che Sarri ha. Genoa, Torino e Bologna stanno giocando molto bene».

Si ricorda la sua partita più bella?

«Stoccarda, e ancora mi vengono le lacrime agli occhi». Vero, e non è per la polvere. «1989, maggio, Coppa Uefa che allora valeva quasi come una Coppa dei Campioni. Facemmo 3­3 e vincemmo grazie al successo ottenuto in casa. Guidai fino all’aeroporto dove mi aspettava un volo privato per rientrare. C’erano bandiere azzurre ovunque. Erano lavoratori emigrati e probabilmente maltrattati, quella notte avevano vinto anche loro».

Passando dal passato al trapassato, ci racconta qualcosa di Achille Lauro, sul quale ha scritto un libro?

«Lo andavo a trovare in giacca e cravatta e lui era completamente nudo. Immagini l’imbarazzo, mio e soprattutto delle suore che stavano di fronte alla sua villa». Comportamento bizzarro. «E perché? Era un nudista e a casa propria ciascuno fa quello che vuole. Comunque. Una volta, erano i miei primi tempi al Napoli, il giornale Il Mattino mi attaccava. Andai a chiedere consiglio e lui mi disse “E che problema c’è, nun t’accattà ‘o Mattino, accattate o’ Roma». Capisce, lui era fatto così. Tutto passa».

Lo sapevi che?  Ferlaino si considerava l’ultimo dei Borbone, ma la moglie preferi’ un icona francese.