Ferlaino: “Accanimento su Insigne perchè napoletano. Ma il ragazzo deve capire che il pubblico è esigente, e deve regolarsi.”

    Ferlaino: “Bilancio sano? Bisogna ringraziare De Laurentiis, ma adesso è giusto che la città chiede di vincere.”

    L’ingegnere Corrado Ferlaino, protagonista insieme a Maradona dei due scudetti azzurri, gli unici della storia per il sodalizio partenopeo, ha rilasciato una bella intervista alle pagine del Corriere del Mezzogiorno, parlando a 360° di Insigne, delle ambizioni del club e di quelle dei tifosi. Facendo anche un tuffo nel passato. Ecco quanto evidenziato da napoletanosinasce.it:

    “Le società sono delle aziende, ed è importante mantenere il bilancio sano e i conti apposto. Ma, sarà che sono un sentimentale, preferirei percepire un pò di passione in più, rispetto alla fredda logica del calcolo. Presi Maradona per una cifra che oggi può sembrare irrisoria, ma all’epoca era da capogiro. Io rischiai perchè Diego per quanto ha potuto essere fondamentale per i nostri successi, poteva anche infortunarsi dopo due settimane. Del bilancio sano bisogna ringraziare De Laurentiis, ha avuto lo svantaggio di ripartire dalla serie C, ma comunque senza il peso dei debiti. Adesso però la città chiede giustamente di vincere. Le mie vittorie? Era un altro calcio. Sono stato fortunato. Ma io avevo Maradona. Per un decennio ho cercato di mantenere il Napoli nell’élite del calcio che conta. Ho fatto degli errori, come tutti i presidenti dell’epoca. E’ la passione che ti porta a farli.”

    L’ingegnere continua la sua intervista parlando del Napoli di oggi, di Tavecchio e dei fischi ad Insigne:

    “Il Napoli di oggi? E’ una squadra forte, una squadra capace di competere in Italia perchè comunque il campionato è di medio livello. Ma in Europa ci vogliono almeno due grandi acquisti per lottare con i blasoni europei. La Champions ti da tanti soldi, ma bisogna reinvestirli. Il mio sogno, ragionando da tifoso, è che il Napoli superi l’Athletic Bilbao al San Memes. Le votazioni di Tavecchio? Lo avrei votato anch’io, ma solo per mancanza di alternative. Albertini si era presentato con una Federcalcio già fallita in precedenza. Ma non avrei fatto una riforma sulla discriminazione territoriale. Verso Napoli c’è un odio profondo. A Udine mi ritrovai sputato in testa, con così tanta saliva, che non mi spiegavo come si poteva produrne così tanta in pochi minuti. Certo ci sono tifoserie che potevano penalizzare le loro società per non aver ricevuto i tagliandi gratuiti, ma comunque Tavecchio doveva trovare un altro tipo di riforma.  I fischi ad Insigne? Il pubblico è giudice sovrano. Paga e può dimostrare il suo disappunto. Ma non mi focalizzerei solo su Insigne. Ma è napoletano, e in quanto tale, è sotto all’occhio del ciclone. Capisco l’istinto e la giovane erà, ma deve limitarsi. Però ad esempio ricordo che Iuliano non ha mai ricevuto nessun fischio e sa perchè? Perchè era una bandiera. E poi pure sta storia delle mogli che intervengono. Non si è mai visto in passato.”