Faouzi Ghoulam, la Freccia azzurra della Loira

    Ghoulam a kiss kiss Napoli:

    Di Bruno Marra

    Crescere nel Regno di Michel Platini e tifare per Maradona è come far sposare un Montecchi con un Capuleti o trasformare un sanculotto in giacobino.

    Il romantico rivoluzionario è lui: Faouzi Ghoulam. La freccia algerina nata sulle sponde della Loira a pochi passi da Saint Etienne, capoluogo provenzale avamposto di sviluppo industriale e culturale. Tra giganti di amianto e Musei sparsi in ogni angolo, Faouzi si appassionò al calcio proprio nella Patria che ha dato identità planetaria a “Le Roi” Michel, il più grande calciatore francese che negli Anni 80 portò al “Jour de Gloire” i cugini di transalpe. Eppure il giovane “scapigliato” Ghoulam si mise a guardare la “Rive Gauche”, il lato sinistro delle cose. Mancino come lui, mancino come il Dio del Calcio. Lì decise che il sogno maradoniano era la cometa da seguire. Lui che prima del pallone era affascinato dagli eroi degli altipiani africani, le gazzelle che corrono verso gli orizzonti di gloria e sopravvivenza. Su tutti Kenesisa Bekele, il campione olimpico etiope che ha aperto un mondo intero alla speranza.

    Ghoulam è francese ma si sente algerino, il richiamo del sangue ed il battito delle radici non ha dimora se non nel profondo dell’anima. Il pallone è il suo vezzo “conformista” ma anche una passione insormontabile. La gamba da corridore, il piedino sensibile da calciatore, Faouzi diventa una piccola rivelazione. Il Saint Etienne, che in italiano significa Santo Stefano, gli conferisce il Natale come giocatore. Dai pulcini alla prima linea in meno di dieci anni, arriva il proscenio più luminoso della Liga 1. E di lì a poco la convocazione dell’under 21 francese. Ma Faouzi ha la mezza luna algerina nel cuore e farà valere il suo doppio passaporto per arruolarsi nelle “volpi del deserto”.

    Nel gennaio del 2014 dall’imperscrutabilità del deserto passa alla luminosità del mare. Che è azzurro come la sua nuova maglia. Personaggio taciturno ma molto intenso per retaggio culturale, a Napoli si è sciolto gradualmente nell’abbraccio della nostra gente. Rigido e intransigente sulla condotta privata, ma allo stesso modo gioviale e aperto come un cosmopolita, Ghoulam è un punto fermo di questo Napoli. Sulla sinistra c’è il suo solco marchiato a fuoco, una corsia di sorpasso per la freccia azzurra della Loira che si divide tra campo e preghiera. Come quando nella mille e una notte del trionfo di Doha si mise in ginocchio per baciare l’erba con la faccia rivolta verso la Terra Promessa. Il primo trofeo della sua carriera con addosso la maglia che fu del “Diez”. Quello che gli ha fatto conoscere la prima dottrina monoteista, l’uomo ed il campione che ha condotto Faouzi verso la sua più grande rivoluzione…