Faccia Gialla non delude: È miracolo!

 

[su_quote cite=” (dalla Canzone Faccia Gialla di E. Avitabile)”]“…Faccia Gialla squaglialo! fallo fallo stu miracolo Faccia Gialla squaglialo! fallo fallo pe stu popolo chella vota c’a vedetteme nera sissantamila muorte ‘d culera bello e buono ‘e turchi nà sera pò nata vota fuie famma e a sete è sango e nun è acqua è sango e nun è acqua…” [/su_quote]

Il 19 settembre qui a Napoli non è un giorno normale. Al sorgere del sole già si respira un’aria di trepidante attesa per l’acclamato miracolo di “Faccia Gialla”, bronzeo ed affettuoso nomignolo che i devoti utilizzano per indicare San Gennaro. Nei vicoli stretti del centro storico, dove le sfumature dell’alba nascente ridanno luce ai muri di tufo delle case ammassate, ci si prepara al prodigio. Il rituale dell’attesa del miracolo della fluidificazione del sangue di San Gennaro si ripete ogni anno, con la devozione propria di una città da sempre incastrata in un limbo altalenante di sacro e profano. Al miracolo la tradizione associa le sorti di Napoli. La mancata avvenuta del prodigio, infatti, predice mala sorte e sciagure indicibili per la città e i suoi abitanti. Ma anche quest’anno, Napoli può stare tranquilla perché il miracolo si è compiuto.

Infatti, durante la messa celebrata dal Cardinale Crescenzio Sepe, in presenza del Sindaco Luigi De Magistris e del Presidente del Calcio Napoli Aurelio De Laurentis, il Patrono di Napoli ha ripetuto il suo miracolo: la liquefazione del suo santo sangue. La numerosa presenza di fedeli ha potuto assistere all’evento avvenuto alle ore 10:11, assicurandosi un’annata priva di cattivi eventi.

Alla celebrazione odierna erano presenti anche le delegazioni di fedeli provenienti dall’estero, soprattutto Svezia e Austria. L’omelia era farcita di riferimenti all’attualità, facendo anche leva sul peso che la difficile crisi economica internazionale esercita su Napoli, aggravando le condizioni già difficili in cui versa la città. Ma se è vero che viviamo in un mondo globale e interconnesso, come ricorda il Cardinale, non è possibile pensare che ciò che accade a Napoli non debba interessare il resto del mondo.

Anche se “Il Signore vuole bene a Napoli e questo prodigio è segno che San Gennaro ci è vicini e protegge Napoli” , come ha ricordato il Cardinale Sepe durante la celebrazione, è opportuno attivarsi per non delegare al divino la soluzione dei problemi concreti e storici della città.

di Davide MARENA IRPINIATV