Fabrizio Piccolo: “Il violino suona sempre due volte”

    Vista da Napoli la bagarre tra chi sbaglia di più tra Juventus e Roma fa davvero sensazione e provoca un disgusto difficilmente tollerabile.


    Una gara tra arroganza bianconera e vittimismo infantile giallorosso che lascia esterrefatti e che paradossalmente fa passare in secondo piano gli errori di Rocchi. Io continuo a credere nella buona fede arbitrale, non penso a complotti e favoritismi, sono convinto che si possa sbagliare e che quando si sbaglia è giusto che si paghi. Come sicuramente capiterà a Rocchi che sarà sospeso. Quello che invece non torna sono le schermaglie dei protagonisti che si stanno superando ad accendere il fuoco di una polemica che in altri paesi neanche sarebbe esistita. Per Rudi Garcia il violino suona sempre due volte e forse tre, ma alle scorrettezze il tecnico della Roma non è nuovo, così come ad aggirare i regolamenti visto che tra telefonini ed altri mezzi di comunicazione trova sempre la maniera di continuare a dare disposizioni anche quando è espulso. Strano poi che le famigerate manette di Mourinho in Inter-Sampdoria valessero tre turni di squalifica e il violino da Stradivari di Garcia un buffetto e una multa ma se la comunicazione para-verbale è stata di bassa lega, quella scritta e orale è stata anche peggio. Avevo ancora negli occhi le prodezze di Totti in Champions quando l’ho rivisto nella sua peggior veste da capopolo fuori posto. Prima in campo, quando dopo il rigore concesso alla Juve lo si è visto arringare Rocchi con inequivocabili quanto agghiaccianti “Ahò, ahò”, poi negli spogliatoi quando s’è fatto portavoce del qualunquismo e del vittimismo più becero. Proprio lui che sa benissimo di aver fatto fallo per primo su Lichtsteiner in occasione del rigore romanista. Guardate lo sguardo di Totti quando si avvicina l’arbitro, pensava che l’ammonito dovesse essere lui. Facciamo un campionato a parte? Maddai! Ma al peggio non c’è fine, così per “mettersi sopra” sono arrivati gli sfoghi juventini. Il sempre pessimo Nedved, tanto fuoriclasse quando giocava quanto inguardabile da dirigente, s’è messo a dare lezioni di classe e signorilità proprio a Totti e a difendere oltre ogni sospetto l’arbitraggio. Lui che troppe volte in tribuna regala spettacoli indecenti nelle esultanze smodate. Infine Bonucci. Conte aveva appena finito di ammonire tutti a lasciare a casa i veleni del campionato che è arrivato il tweet del livore: “sciacquatevi la bocca”, condito con hastagh da festival dell’odio !! #finoallafineforzajuventus #vincereèlunicacosacheconta #3punti #godoancora. No, non conta solo vincere in campo. Bisogna saper perdere e saper vincere. Juventus e Roma saranno anche superiori per il momento al Napoli sul campo ma da imparare hanno ancora tanto.