Fabrizio Piccolo: “Il web offeso e l’occasione sprecata”

    Il “povero” sito web penalizzato? Ma dove e quando?

    di Fabrizio Piccolo

    La premessa è importante: finalmente il piacere di comprare un quotidiano e non sapere già cosa c’è dentro. Si parla di Sarri e della conferenza ad personas, tre testate privilegiate ieri, le emittenti radio-tv che pagano oggi.

    La premessa, dunque: il sapore antico di comprare un giornale e leggere qualcosa di nuovo, senza che sia stato cannibalizzato dal web e reso ormai superato dai tempi e dai fatti. Sbagliato selezionare solo tre testate? Sì, sicuramente, ma se le consideriamo come tre esclusive cambia tutto. La presentazione vera e propria avverrà in altri tempi, ma non è questo il problema e qui mi stacco dal coro delle lamentele generali, delle solidarietà pelose e delle ipocrisie striscianti.

    Il “povero” sito web penalizzato? Ma dove e quando? Casomai succede ogni giorno esattamente il contrario: il web che saccheggia impunemente tutta la carta stampata, riportando ogni sospiro, ogni virgola, ogni intervista esclusiva, ogni sforzo dei quotidiani e – di fatto – rendendone inutile l’acquisto in edicola. Di che deontologia parliamo quando parliamo di deontologia?

    I siti web azzerano ogni – peraltro mediocre – tentativo dei cartacei di sopravvivenza in un mondo mediaticamente rivoluzionato e cui pochi o pochissimi provano a trovare soluzioni alternative.

    Un giornale è “privo” di spendere tanti soldi per mandare un inviato a fare un’intervista esclusiva, magari dopo mesi di trattative e corteggiamenti, che ancor prima di essere fisicamente in edicola già si ritrova tutto per filo e per segno GRATUITAMENTE spiattellato dall’ultimo dei sitarelli.

    E se per una volta è il cartaceo a godere di una giornata di respiro dobbiamo strapparci le vesti in nome di nonsoquale diritto calpestato? No, no e no. L’altra questione in ballo è quella dell’occasione mancata. Da parte di tutti. Di chi c’era e di chi è stato escluso.

    Chi non è stato invitato aveva la chance di fare pagine ancor più belle di chi aveva lo spazio impegnato dalle “imperdibili” parole di Sarri, ma l’ha sprecata malamente, rintanandosi nell’acredine dei soliti triti comunicati di Ussi e Ordine. Non si vive di soli virgolettati, anzi. Contano di più le idee, ma avercele.

    Chi c’era poteva costruire qualcosa di più originale, magari evitando – per chi ha pagine nazionali e locali – di ripetere lo stesso pezzo bissandone contenuti e concetti. Ma questo è un altro discorso: se ancor oggi ci sono testate di primissimo piano che ritengono di dover “regalare” ai lettori l’antidiuviana cronaca della partita in due versioni sullo stesso giornale, nell’edizione nazionale e in quella regionale, va da sé che il compito di chi vuol ripensare il cartaceo è sempre più arduo.

    Ma non è il tema di oggi. E ai piagnistei diffusi sul reato di lesa maestà e di decapitazione del diritto mi vien da pensare alla scena di Titina con la storia del negozio di barbiere.

    “E’ un’idea magnifica, so’ denare assicurate, sempre che Peppino non foste voi. Voi siete l’antitesi del barbiere. Don Peppino, don Peppino, ma faciteme ‘o piacere, mi so toccate ‘e nierve, non si mangia più”.