Europa League vetrina di Mertens: il jolly ‘maltrattato’ da Benitez

 

Mertens sta trovando poco spazio in quest’avvio di stagione del Napoli. Per Benitez è un’arma da usare a partita in corso ma i numeri dicono tutt’altro.

Di: Alessandro Basile goalItalia

Torna l’Europa League, torna Dries Mertens dal primo minuto. Quest’anno è l’ex Coppa Uefa la vetrina privilegiata per il folletto delle Fiandre che, più o meno come nella prima parte della scorsa stagione, sta faticando a trovare spazio da titolare. Per ora, nell’eterno ballottaggio con Lorenzo Insigne, è stato quasi sempre quest’ultimo ad avere la meglio.

In campionato Mertens è partito dall’inizio in una sola partita, in casa contro il Palermo, venendo peraltro sostituito nel finale dal collega di ruolo. Nel complesso, Rafa Benitez ha dato una maglia da titolare all’ex PSV Eindhoven in appena 4 occasioni, contando anche i preliminari di Champions.

Per Mertens il bottino è positivo soltanto in Europa League, grazie alla doppietta realizzata alla prima giornata della fase a gironi contro lo Sparta Praga: reti che sono state le prime siglate in azzurro dal belga nelle coppe europee e che gli sono valse un posto nella Top 11 del turno.

Mertens, tra l’altro, è il giocatore del Napoli che vanta più goal segnati nella competizione, a cui partecipa per il quinto anno di fila: ben 9 (3 con l’Utrecht, 4 col PSV e 2 con i partenopei). La stagione del belga, come quella di tutta la squadra, deve ancora decollare. Per molti il ragazzo meriterebbe più spazio e la sensazione è che il turnover scientifico adottato dall’allenatore ne stia mortificando oltremodo il talento.

Al momento Mertens è il tredicesimo calciatore più utilizzato della rosa con 491 minuti all’attivo: il ‘rivale’ Insigne ne ha raccolti 551, esattamente un’ora di gioco in più. In realtà, il cammino del nazionale dei ‘Diavoli Rossi’ sta ricalcando grossomodo quello dello scorso anno. Anche nel 2013-14 l’ala classe 1987 partì in maniera simile: arrivati a questo punto della stagione, furono 8 le presenze totali, di cui solo la metà dal primo minuto, con 3 assist e nessun goal realizzato. 

Quest’anno siamo a 10 presenze stagionali: 4, come detto, quelle da titolare e nel computo rientrano anche le due partite del playoff di Champions League contro l’Athletic Bilbao, in cui Mertens è subentrato all’andata ed ha giocato da titolare nel retour-match.

Il vero Mertens, lo scorso anno, si è visto a stagione inoltrata: il primo goal ‘italiano’ è arrivato alla decima di campionato a Firenze ma il meglio, il Nostro, lo ha offerto soprattutto da gennaio in avanti, quando sono arrivate 11 (9 in Serie A e 2 in Coppa Italia) delle sue 13 reti complessive.

Un bottino, quello di fine anno, più che positivo per Mertens, che ha fatto fatica a rompere il ghiaccio ma, una volta rotto, non s’è fermato più o quasi, al netto della consueta alternanza con Insigne: 47 presenze totali (di cui 27 da titolare), 13 goal e 12 assist. Davvero niente male.

La sensazione, confortata dalle cifre, è che quest’anno Benitez preferisca affidarsi dall’inizio a Insigne per il campionato e a Mertens per l’Europa League: le gerarchie sembrano definite in maniera più netta, ma il belga ha tutto il tempo per sovvertire la situazione.

Il 27enne di Leuven sembra il prototipo del calciatore-diesel: ci mette un po’ di tempo ad entrare in forma, nonostante la stazza ridotta (169 cm per 161 kg), ma poi, una volta innestata la marcia giusta, diventa molto difficile fermarlo. Benitez lo vede come l’arma ideale da usare a partita in corso, anche se in realtà i numeri sembrano dare torto al tecnico spagnolo.

Lo scorso anno 10 dei 13 goal totali realizzati da Mertens sono arrivati quando Rafa lo ha schierato dall’inizio e lo stesso dicasi per le due reti messe a segno nella stagione in corso. Score simile per quanto riguarda gli assist: 10 su 12 sono stati ‘sfornati’ quando il belga è partito nell’undici titolare.

Insomma, a dispetto delle convinzioni di Benitez e di molti, tra tifosi e addetti ai lavori, che vedono Mertens come un calciatore da mezzora finale, ci sono delle statistiche che dicono tutt’altro. E i numeri, si sa, non mentono mai.