ESCLUSIVA – Carmine Monteleone, uno “scugnizzo” in terra lusitana

Il giovane portiere napoletano racconta in esclusiva ai nostri microfoni la sua avventura all’estero

 

190 centimetri di esplosività ed atletismo, un fisico scultoreo e un cuore da leone che gli consente di proseguire la propria carriera lontano dalla terra d’origine, senza dimenticare mai i tanti anni trascorsi nei vicoli della amata Napoli con un pallone tra le mani, sognando di calcare un giorno il prato del “San Paolo”: Carmine Monteleone è uno dei tanti talenti partenopei sparsi per in “Vecchio Continente”.

Classe 90′, è cresciuto nel settore giovanile partenopeo, ma in Italia ha sempre militato tra Eccellenza e Serie D. Nell’estate del 2013, però, accetta l’offerta dell’Oliveirense, compagine portoghese militante in terza divisione. Dopo un anno in chiaroscuro in casacca rossoblu, la stagione successiva è protagonista di un ottimo campionato tra le fila del Gouveia, mentre lo scorso agosto ha firmato per l’Argozelo, team del nord-est lusitano.

Carmine, perché hai deciso d’intraprendere l’avventura portoghese? “Partendo dal presupposto che fin da piccolo sognavo di giocare all’estero, devo ammettere che sono stato praticamente obbligato dalle regole della federazione sugli Under, oltre a non avere raccomandazioni che, purtroppo, sono fondamentali per trovare squadra. Più di una volta, infatti, diverse società di B e C mi hanno chiesto soldi per tesserarmi: da 20mila a 60mila euro per continuare a calcare i campi italiani. Sono disgustato da questo calcio, per questo ho trovato la mia dimensione lontano dalla mia nazione”.

A quale categoria italiana paragoni la CNS? “La terza serie portoghese è tranquillamente equiparabile alla Lega Pro. Vi sono ottimi calciatori gestiti professionalmente da trainer di grande prestigio”.

Le principali differenze col calcio nostrano? “Soprattutto quelle economiche ed organizzative. Dal punto di vista del gioco, qui è difficile trovare compagini che calciano via la sfera, ma si tenta di giocare palla a terra”.

Continui a seguire la tua squadra del cuore? “Certo. Seppur molto distante dalla mia amata Napoli, non posso fare a meno di interessarmi alle gesta di Higuain &Co.”.

Dove pensi che possa arrivare la Sarri-band? “Il tecnico toscano ha consentito al team azzurro di raggiungere un equilibrio tra i reparti di assoluto livello. Il Napoli sembra una squadra ‘Lusa’ per rendere l’idea. Credo che abbia tutte le possibilità di ambire allo scudetto. Ci vuole tempo, costanza e quel pizzico di fortuna indispensabile in un torneo lungo e difficile come quello di Serie A”.

Il tuo idolo? “Senza dubbio Buffon, ma col tempo ho conosciuto e apprezzato anche il tedesco Neuer. Il primo è imbattibile su tecnica, grinta e le doti da leader, mentre il secondo ha i propri punti di forza nella spregiudicatezza e la potenza fisica”.

Il saluto ai tuoi concittadini? “Amo Napoli, non la cambierei per nessuna città al mondo. Sono nato e cresciuto sia umanamente che calcisticamente lì, ho avuto l’onore di indossare per due anni la maglia azzurra. Spero di poter avere in futuro l’opportunità di giocare anche in prima squadra col club di De Laurentiis, questo è il mio sogno. Fino a quel momento tiferò sempre per i partenopei. Forza Napoli”.