ERRORI, OVVIETÀ E BUONISMO DEGLI EX CALCIATORI IN TV

    EX CALCIATORI IN TV

    ERRORI, OVVIETÀ E BUONISMO DELLE SECONDE VOCI. MENTRE ADANI, CONGIUNTIVI A PARTE, FA STORIA A SÉ.

    Una classifica di sportWeek che vede protagonisti gli Ex calciatori in tv:

    DANIELE ADANI
    Il calcio in versione moderna, lettura tattica perfetta, grande capacità di divulgazione, passione allo stato puro. Ti fa capire il come e il perché, incespicando nei congiuntivi, ma arrivando sempre dritto al cuore della partita.

    BEPPE BERGOMI
    Sopravvissuto ad anni di convivenza con Fabio Caressa, fra i più longevi e imitati, resiste al tempo senza perdere colpi. La sua voce si incrina solo quando l’Inter prende gol, ma una vita in nerazzurro non si cancella.

    PAOLO DI CANIO
    La metamorfosi. Ha sfruttato la fama (esagerata) di cattivo ragazzo creando uno stile, rinnovando il linguaggio, catturando la tua attenzione con racconti, battute, spacconate. E non cambi canale, curioso di sapere dove vuole andare a parare.

    ZVONIMIR BOBAN
    Di poche parole ma dirette, asciutto, a volte spietato, mai banale. Ci mette sempre la faccia, come quando era calciatore e difese un giovane tifoso croato dalle manganellate di un poliziotto serbo. Qualche Gaffe ogni tanto, come quella sui giocatori del Napoli “rei”di festeggiare.

    PAOLO ROSSI
    Mondiale come calciatore, mondiale nelle banalità da commentatore. È come se non fosse mai uscito dallo spogliatoio: bravi quelli che hanno vinto, ma meritavano anche quelli che hanno perso.
    Ci poteva stare la vittoria degli uni ma anche quella degli altri.

    SALVATORE BAGNI
    Mai parlar male di nessuno, a costo di sfiorare il ridicolo. È appena finita Slovacchia-Italia 3-2, siamo fuori dal Mondiale sudafricano del 2010 e lui commenta.
    «Però li abbiamo messi in difficoltà». Davvero una gran bella soddisfazione.

    BEPPE DOSSENA
    Il mito dell’assurdo. «La formichina si è messa a tessere». «Se non c’era l’avversario era gol». «Adesso dobbiamo in qualche maniera violentarci».
    «Non tireranno direttamente in porta, ci vuole un cannone tra le gambe». Lo fa fumare a noi per disperazione.

    VINCENZO MONTELLA
    A Sky debuttò così. «È stato un leader in tutti gli aspetti, mi è piaciuto tantissimo Morasca». Lo cercarono invano per premiarlo, in realtà era Mascara. Così ha lasciato
    perdere, ha proseguito come allenatore ed è stato molto meglio.

    MASSIMO MAURO
    Incenerito in diretta da Balotelli («Non capisci niente di calcio»), ma di questo si può discutere. Una leggera antipatia verso Napoli. Indifendibile quando critica Conte dopo un derby «perché vi siete impegnati tanto, i punti servivano di più al Torino». Mica scherzava, faceva sul serio.

    VINCENZO D’AMICO
    L’uomo delle cause perse. È arrivato persino a indignarsi con i giocatori che protestano («Ai miei tempi non era così, l’arbitro era sacro!».)
    dimenticando che in un Lazio-Palermo dell’82 si fece cacciare dopo crisi isterica perché era stata invertita una rimessa laterale…