CdS: Ecco perché il Napoli deve credere nel secondo posto

il Napoli deve credere nel secondo posto

Il Napoli deve credere nel secondo posto. Gli azzurri forti anche nelle riserve. Roma, Milan, Lazio, anche l’Atalanta e l’Inter sono la ricca concorrenza.

di: Francesco Marolda  Cds

Ecco perché il Napoli deve credere nel secondo posto

Magica coppa Italia. Magica, sì. Le basta un fischio, un rimbalzo del pallone, infatti, per far comparire chi s’era perso sul fondo del cilindro dell’allenatore azzurro. In una gelida notte di gennaio regala un po’ di spazio a chi aveva vissuto nelle ristrettezze e che all’infreddolito ma presente tifo azzurro offre invece parecchie novità. Non capita spesso, infatti, d’assistere a vere e proprie prove di futuro.

Per la prima volta assieme, infatti, Rog, Diawara e Zielinski. Sessantadue anni in tre. Il centrocampo di domani ma anche il manifesto giovane e pieno di entusiasmo di quest’ultimo Napoli notturno.

Prove, esperimenti anche più dietro. Anche in difesa, aspettando Kulibaly, infatti, il signor Sarri dovrà trovare il partner migliore per Albiol e per adesso non si può dire che tra Tonelli, Chiriches e Maximovic ce ne sia uno che si faccia preferire all’altro.

Tutt’altro: è una preoccupazione. Là davanti, invece, notte di quasi addio per Gabbiadini che comunque un altro gol lo segna e notte di benvenuto per Pavoletti che una cosa l’ha subito capita. E cioè: quel che deve fare lo deve fare in fretta e senza sbagliare gol già fatti.

Il Napoli deve credere nel secondo posto ma le concorrenti sono agguerrite

Il pensiero comunque vola al campionato. Che poi vuol dire: il Napoli  deve credere al secondo posto. Roma, Milan, Lazio, anche l’Atalanta e l’Inter perché no, la ricca concorrenza. Ma se è così, al giro di boa della stagione il Napoli come si presenta? Di sicuro rinnovato. E anche rafforzato.

Perché forzando il senso del mercato e violentando il ragionamento, si potrebbe dire che gennaio all’allenatore azzurro non ha portato solo Pavoletti ma anche Tonelli, Rog, Giaccherini presto restituirà Milik e, volesse il cielo, anche un Maximovic finalmente capace di imparare la lezione.

All’allenatore toccherà una più ampia e illuminata gestione della rosa e, all’occorrenza, lo sfruttamento anche di soluzioni tattiche diverse. Non un altro Napoli, è evidente, ma una squadra capace di cambiare pelle e gioco nelle giornate tristi o complicate.