Ecco la tesi difensiva della roma, in caso di ricorso

    TESI DIFENSIVA

    Scrive la gazzetta

    La Roma ha sette giorni per decidere se presentare ricorso o meno contro la squalifica del settore.

    A Trigoria da una parte c’è la voglia di non fare passi ufficiali per questioni etiche, dall’altra la necessità di tutelare tutti quei tifosi che con quegli striscioni non c’entrano nulla e che saranno penalizzati (la Curva Sud ha circa 14mila abbonati).

    Nel caso si decida di procedere, la tesi difensiva verterà soprattutto su tre capisaldi:

    1. le eventuali responsabilità di chi doveva controllare l’ingresso degli striscioni tra le istituzioni.
    2. la sproporzione tra la responsabilità oggettiva (della Roma) e quella eventuale diretta degli autori (che per il tipo di striscione potranno essere sanzionati solo con una multa e non con il Daspo) 
    3. i precedenti striscioni, sempre solo multati:
    • Quelli juventini sulla tragedia di Superga («Quando volo penso al Toro», «Noi di Torino orgoglio e vanto, voi solo uno schianto»), quelli napoletani dell’andata («Ogni parola è vana. Se occasione ci sarà, non avremo pietà») e quelli contro Raciti in Catania-Chievo.

    Sempre che la Roma al ricorso ci arrivi.