ECCO IL MIGLIOR SETTORE GIOVANILE DEL MONDO

Masía

Masía: Dove si forgiano i campioni del domani.

Leggendaria Masía, il miglior settore giovanile del mondo.  La sede dei giovani  del Barcellona in cui sono cresciuti Xavi, Iniesta e Messi.

«La prima cosa che si impara alla Masía? A pensare in anticipo».

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Di: Andrea De Benedetti Guerin sportivo

La Masia

Se oggi, a trentasei anni dalla sua apertura (fu inaugurata il 20 ottobre del 1979)
parliamo ancora della Masía e ne parliamo come della somma accademia dell’eccellenza calcistica celebrandone giustamente i prodotti più illustri, non è perché sia la miglior cantera in assoluto, e neppure la più ricca, efficiente e coi migliori osservatori, ma perché ha istituito – e saputo mantenere nel tempo – un modello vincente a cui tanti cercano invano
di assomigliare senza averne mai colto appieno l’essenza.

Che, appunto, non consiste solo nel nudo investimento finanziario (circa 15 milioni di euro
l’anno, più o meno la stessa cifra stanziata dal Real Madrid per la Fábrica) o nella capacità di intercettare i migliori talenti under 18, bensì nella coerenza a lungo termine del progetto sportivo e in una forte impronta identitaria.

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Il miglior settore giovanile del mondo

Al di là delle tentazioni agiografiche che rischiano sempre di contaminare il dibattito sul Barça dell’ultimo settennio (la Masía NON è una Onlus benefica, NON rappresenta valori più «alti» di quelli di qualunque altra società calcistica, NON è fatta solo di giocatori catalani cresciuti e allevati sin dalla più tenera età), occorre infatti riconoscere che almeno su questi due aspetti il modello blaugrana è molto più lungimirante di quello degli altri top club: alla Masía, infatti, non si impara genericamente a giocare a calcio, ma si impara a giocare un certo tipo di calcio: quello, in particolare, proposto e incoraggiato in tutte
le formazioni blaugrana da Johan Cruijff quando nel 1988 si prese carico della guida tecnica del club.

Da questa scelta primordiale derivano due ricadute non irrilevanti per il Barcellona: primo, si attiva da subito un processo di identificazione tecnica più ancora che politico-ideologica come avviene, ad esempio, all’Athletic Bilbao.

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qualcuno potrà legittimamente obiettare che alla Masía si pratica un traffico un po’ troppo
disinvolto di ragazzini stranieri (al punto di subire il giusto castigo della Fifa per aver violato la norma internazionale), che una volta sradicati dalla Masía molti campioni annunciati hanno fallito o si sono ridimensionati (da De la Peña a Cuenca, da Bojan a Tello), che la storia per cui se non vai bene a scuola ti cacciano è una pietosa ipocrisia, perché si ti chiami Messi puoi permetterti anche (così è accaduto alla Pulga) di essere uno studente infame.

Resta però il fatto che oggi il sogno di ogni bambino aspirante calciatore è quello di entrare alla Masía. E se le cose stanno così, un motivo, dopotutto, ci sarà.

 

foto: google