Ecco come la cessione di Gabbiadini ha modificato l’economia della Juventus.

La cessione al Napoli di  Manolo Gabbiadini sta suscitando in rete un dibattito, tra i tifosi , in merito all’opportunità sportiva e alla convenienza economica di tale cessione.

Gabbiadini è infatti uno dei più promettenti giovani attaccanti italiani, ma cosa comporta questa operazione dal punto finanziario alla luce della situazione economica della Juventus?

I bianconeri hanno un costo del personale di poco inferiore al 70% dei propri ricavi (limite massimo per non incorrere in spiacevoli richiami da parte della Uefa), e le scelte di mercato vengono e verranno fatte, anche in virtù di questo dato, valutando accuratamente gli aspetti economici e finanziari.

La cessione della quota di partecipazione relativa al diritto alle prestazione sportive di Manolo Gabbiadini, è avvenuta per un importo di 6,25 milioni pagabili in 4 anni. Tale operazione, così come si legge nel comunicato della Juventus, genera un effetto economico positivo, per l’esercizio in corso, di circa 2 milioni, compresa la plusvalenza di € 0,5 milioni derivante dalla cessione della prima parte del diritto e temporaneamente sospesa in attesa della definizione della compartecipazione. Le compartecipazioni attive, infatti, sono iscritte in bilancio al costo rettificato e non sono ammortizzate. Il costo rettificato di Gabbiadini nell’ultimo bilancio era di € 4,721 milioni.

La Juventus nell’agosto 2012 acquista Gabbiadini dall’Atalanta per un importo di 11 milioni pagabili in 3 anni e stipulando con la stessa società un accordo di compartecipazione per un importo di 5,5 milioni pagabili dall’Atalanta in 3 anni. A seguito di tale accordo, la Juve cede il giocatore al Bologna, in prestito gratuito, sino al giugno 2013.

Nell’operazione Gabbiadini rientra anche la cessione, in compartecipazione per 2 milioni, all’Atalanta del centrocampista James Troisi, arrivato, durante la stessa estate, alla Juventus a parametro zero. Da tale operazione la Juve ha registrato una plusvalenza di 1,8 milioni sull’esercizio 2012/13. Troisi verrà successivamente riscattato dalla stessa Juventus per 1 milione e girato in prestito alla squadra belga dello Zulte Waregem. Il giocatore in scadenza 2016, ha un ammortamento (costo) in bilancio di circa 0,5 milioni annui.

Finanziariamente l’affare Gabbiadini ha dunque generato nelle casse della Juventus effetti positivi diretti e indiretti per circa  3,8 milioni oltre al risparmio dei costi  derivanti dal mancato riscatto del giocatore azzurro, che possiamo stimare intorno ai 5 milioni annui tra ingaggio e ammortamento.

Inoltre, attraverso la cessione di Gabbiadini alla Samp, la Juventus si è garantita il cartellino di Simone Zaza che frutterà alle casse bianconere una plusvalenza di  5,4 milioni.

E’ presumibile che in Corso Galfer, attenti nel portare avanti oltre al progetto sportivo anche quello della sostenibilità finanziaria, abbiano preferito dedicare tali risorse ad altri obiettivi che verranno valutati durante questa finestra di calciomercato, riservando maggiori investimenti al mercato estivo.

Gli effetti economici della campagna trasferimenti invernale, peraltro, incidono sull’esercizio 2014/15; diversamente, la prossima finestra estiva avrà effetti economico/finanziari sull’esercizio 2015/16 quando la Juve potrà disporre di maggiori ricavi che andranno a sostenere gli eventuali maggiori costi della rosa.

G.L. Di marzio