Ecco chi sono gli investitori tedeschi che vogliono rifare il San Paolo.

    Un progetto tedesco da 100 milioni: “a costo 0 per il Napoli”

    Di : di Francesco Giambertone  per Calcio&Finanza

    “Il tedesco” ha messo gli occhi sul San Paolo e vorrebbe investire 100 milioni di euro nel rifacimento dell’impianto.

    Lo ha detto al Corriere del Mezzogiorno l’architetto Giancarlo Scognamiglio della “Gsa associati”, che insieme ad un’altra società – la “Pagliara Costruttori” – ha realizzato i rendering dell’ipotetico nuovo San Paolo. Chiariamo subito una cosa: non si tratta di un progetto del Napoli (che discute con il sindaco un progetto proprio da circa 30 milioni complessivi per alcuni ritocchi allo stadio), ma di un investitore esterno che si presenterà dalla società (pare che il Comune lo abbia già visto) illustrando come intenderebbe ammodernare l’impianto, che verrebbe rivisitato in maniera massiccia.

    “Il gruppo internazionale che ha pronto un progetto di stadio e di business plan auspica un tavolo con il Calcio Napoli affinché se ne possa serenamente valutare la fattibilità, magari col tramite del Comune” ha detto Scognamiglio, che ha raccontato come da mesi ci sia l’interesse di questo gruppo tedesco su Fuorigrotta.

    Da quando è entrata in vigore la legge 147 sul rifacimento degli stadi, due anni fa, esiste la possibilità di redarre “uno studio di fattibilità solo del perimetro dell’impianto, coa che abbiamo fatto, da presentare al Comune proprietario dello stadio. Ma ci vuole l’accordo con l’utilizzatore, il Napoli.

    Vista l’entità dell’investimento chiediamo solo un confronto. In passato anche un analogo progetto dell’Astaldi Group è rimasto al palo”.

    stadio san paolo
    Il rendering dello stadio San Paolo pensato dai tedeschi (dal Corriere del Mezzogiorno)

    La cifra dei 100 milioni per l’investimento ingolosisce il Comune di Napoli, che deve valutare però insieme al club che ne è il principale inquilino. Cosa preve il progetto? Nei rendering viene illustrata la novità della copertura in Efte (un materiale plastico molto resistente usato anche per la copertura del Centro Acquatico Nazionale di Pechino, che ha ospitato le Olimpiadi 2008), ma anche possibili alloggi per studenti all’interno del corpo dello stadio, che non è lontano dalla facoltà d’ingegneria.

    E come tutti gli stadi di nuova generazione (pur essendo sempre il San Paolo) la società progetterebbe anche una “shopping gallery” all’esterno dei tornelli, sky box, la riduzione della pista d’atletica di una corsia (ma comunque non l’eliminazione totale) e zone ristoro. Con una sensibile riduzione dei posti a sedere: diventerebbero solo 42mila.

    “Non solo – ha detto l’architetto dello studio Gsa, al lavoro in modo analogo anche sullo stadio Collana -, De Laurentiis non dovrebbe spendere un euro”.

    Certo, ma gli introiti dei serivi commerciali e di tutte le attività messe in piedi all’interno dell’impianti non finirebbero (in gran parte) nelle sue tasche. Al momento il Napoli ha un proprio progetto nel quale crede. Se sarà realizzato, lo vedremo.