E’ morto Robin Williams, trovato senza vita in casa. Si sospetta suicidio

     

    di  ARTURO ZAMPAGLIONE Repubblica

    NEW YORK– “Ho perso mio marito e il mio miglior amico, mentre il mondo ha perso un grande attore”, ha scritto la moglie, Susan Schneider, in un comunicato che ieri notte ha sconvolto Hollywood e tutto il mondo dello spettacolo, perché dava la notizia della morte a soli 63 anni del premio Oscar Robin Williams. “Ma vi prego di rispettare la nostra privacy – continuava la Schneider – e soprattutto di ricordare Robin per la sua brillante carriera e per il suo sorriso, non per il modo come è morto”.

    Eppure sarà difficile dimenticare che Williams, protagonista di Popeye, Good Morning Vietnam e soprattutto Will Hunting, Genio Ribelle, che gli valse la prestigiosa statuetta nel 1997, è morto suicida. Da tempo soffriva per una forte depressione. E il mese scorso era stato brevemente in un centro di recupero per alcolizzati del Minnesota. E già nel 2006 era stato in un istituto per disintossicarsi.

    L’attore è stato visto vivo per l’ultima volta l’altro ieri alle 22. L’ufficio dello sceriffo locale ha ricevuto una chiamata di emergenza intorno a mezzogiorno di ieri ora locale, secondo cui l’attore aveva perso conoscenza e non respirava più. Ma quando gli agenti sono arrivati nella sua villa, nella contea di Marin, non dava cenni di vita. Poco dopo i medici hanno firmato il certificato di morte, probabilmente per asfissia: ma la vera causa sarà determinata dall’autopsia.

    L’ultimo tweet di Robin Williams risale a 20 giorni fa: un messaggio per il compleanno della figlia

     

    Robin Williams era nato a Chicago nel luglio del 1951. Cresciuto in Michigan a Bloomfield Hills, sobborgo di Detroit, ha frequentato la prestigiosa Juillard School di New York prima di affermarsi come comico e conquistare il piccolo schermo con la popolare serie ‘Mork & Mindy’, in cui interpretava un alieno umanoide arrivato sulla Terra dal pianeta Ork.

    Da lì la sua ascesa sul grande schermo, con quattro nomination all’Oscar e una statuetta vinta per migliore attore non protagonista nel 1998 con ‘Hill Hunting-genio Ribelle’, film recitato accanto all’astro nascente Matt Damon. Ma sono molte le sue performance cinematografiche di successo: da ‘Good Morning, Vietnam’ in cui interpreta Adrian Cronauer, militare che lavora come deejay per la radio dell’esercito statunitense, a ‘Risvegli’ con Robert De Niro, passando per ‘L’attimo fuggente’ e ‘Mrs Doubtfire’.

    Nel 1978 Williams si sposa con Valerie Velardi. Un matrimonio contrastato che dura 10 anni, caratterizzato da un’aspra battaglia legale con la moglie che lo ha denunciato per averle trasmesso una malattia infettiva, l’herpes, in seguito a un tradimento. Williams si sposa una seconda volta, nel 1989, con Marsha Graces, la babysitter del bambino nato dal primo matrimonio: la coppia ha due figli ma anche questa volta l’unione finisce in divorzio. Williams va a nozze una terza volta con Susan Schneider, con la quale è ancora sposato.

    Ma la sua vita è stata segnata anche da drammi e depressioni. Negli anni 1980, per lui di grande successo, inizia a fare uso di cocaina: un’abitudine che condivideva con l’amico John Belushi; era con lui la sera in cui morì per overdose. I due si erano incontrati solo qualche ora prima in un hotel a Hollywood insieme a De Niro, Jack Nicholson e Cathy Smith, la spacciatrice che ha iniettato a Belushi la dose fatale. Ma ci sono stati altri scandali per i quali ha rinviato in più occasioni delle registrazioni e che lo hanno spinto a sottoporsi a un’intervento chirurgico all’aorta.