E’ il Napoli la squadra con il piu’ alto indice di pericolosità

    Maurizio Viscidi, attuale vicecoordinatore delle Under e braccio destro di Sacchi in Figc negli ultimi 4 anni, ha ideato l’unità di misura e le ha trovato il nome: indice di pericolosità di una squadra.

    Dalla differenza tra questo e l’indice di rischio difensivo si evince appunto il grado di efficacia della squadra stessa: “Non sempre il risultato è veritiero, non sempre il numero dei gol fatti rispecchia la capacità offensiva, non sempre i gol subiti rappresentano fedelmente la prova difensiva.

    E anche le palle gol, il parametro più importante, non dicono tutto”. Come si legge su Repubblica, per ottenere la più esatta rilevazione possibile, ha dunque selezionato 11 azioni-eventi: calcio di rigore, palla gol, azione promettente, conclusione dall’area grande, conclusione da fuori area, cross con colpo di testa, cross senza colpo di testa, traversone, corner, punizione centrale, punizione laterale.

    A ciascuno ha assegnato un coefficiente in base all’importanza. La somma algebrica degli eventi, moltiplicata per il singolo coefficiente, esprime il grado di pericolosità di una squadra, mentre la forza difensiva viene calcolata attraverso il grado di pericolosità degli avversari: la differenza tra i due punteggi (grado di pericolosità meno grado di rischio corso) stabilisce il suddetto grado di efficacia.

    La classifica di A, rielaborata da Sics, sarebbe veritiera per la Juve (differenziale 40,9), ma un po’ meno per la Roma e penalizzerebbe il Napoli (primo per pericolosità offensiva con la media di 74,4 a partita, col picco di 126 punti nel 6-2 al Verona).