Duván Zapata: un’arma a doppio taglio

A Udine per vincere…Zapata permettendo

Di: Jhonny Green

Dopo la sosta gli azzurri saranno impegnati alla Dacia Arena contro la nuova Udinese di Gigi De Canio. Le ultime due stagioni della squadra dei Pozzo sono state a dir poco disastrose. Lo scorso anno con Stramaccioni in panchina non si è andati oltre il 16° posto, totalizzando appena 41 punti; quest’anno, con una rosa tecnicamente superiore, Colantuono non è riuscito ad andare oltre i 30 punti in 29 gare. La media da retrocessione (ricordo che per salvarsi servono 41 punti) è costata l’esonero all’allenatore romano e l’arrivo di De Canio ha fruttato un buon pareggio, in trasferta, contro il Sassuolo. Il neo allenatore dei friulani ha affidato il proprio attacco al “nostro” Zapata che ha ripagato la fiducia del tecnico con il gol del momentaneo vantaggio dei bianconeri.
L’attaccante colombiano più prolifero della storia Partenopea (55/16) dovrà affrontare per la prima volta la squadra che detiene il suo cartellino.

Duván fu acquistato durante la gestione Benitez come vice Higuain e ceduto in prestito all’Udinese nell’estate 2015, nell’operazione che ha portato Allan al trasferimento in Azzurro. Fin da ragazzino Zapata ha vantato doti fisiche eccezionali: a 15 anni vestiva già extra large e, con 186 cm di altezza sovrastava tutti i suoi compagni. La sua stazza e il suo particolare modo di sbuffare quando sbagliava un gol gli fece guadagnare il soprannome di ternero, vitellino. Questo soprannome gli fu affibbiato da ‘Willy’ Rodríguez, l’allenatore che lo difese da chi lo vedeva come un “gigante senza tecnica” e che poi l’ha lanciato nell’América de Cali. Nonostante gli infortuni e le inspiegabili scelte tecniche di Colantuono, l’attaccante ha totalizzato 6 gol e 2 assist; pensate: appena 1 gol in meno di Dzeko nonostante gli 831 minuti in più giocati dal Bosniaco. Con l’arrivo di De Canio Zapata sembra essersi guadagnato una maglia da titolare e domenica 3 Aprile, nel lunchmatch, dovrà vedersela contro i suoi “ex” compagni.

Con la possibile cessione di Gabbiadini, Zapata tornerebbe alla base per giocare nel suo ruolo naturale ovvero quello di punta centrale. In prospettiva, con gli introiti della Champions League e quelli della vendita dell’ex blucerchiato, il Napoli accumulerebbe una bella somma di danaro da poter reinvestire nei reparti che hanno bisogno di sostituti di maggiore qualità, senza dover andare alla ricerca di un nuovo attaccante.
Attenzione però, il buon Duván potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio.
Il suo senso del gol, la sua pericolosità e le sue straordinarie doti fisiche potrebbero diventare un pericolo per il Napoli e per la “corsa scudetto”. L’anno scorso, nel momento di miglior rendimento dell’ex numero 91, Benitez disse “L’unico problema di Zapata è avere Higuain davanti” e con una Scarpa d’Oro da vincere e uno scudetto da scucire dalle maglie juventine, el Pipita morirà dalla voglia di creare problemi, non solo a Zapata ma a tutta l’Udinese.