Don Rafé si difende: “11 occasioni da gol. Ma se non realizzi…”

     

    All’improvviso Francesco Bardi è diventato un gigante, insuperabile come uno di quei portieri fenomeni della Storia, un Dino Zoff che salva sulla linea il colpo di testa di Oscar al Mondiale del 1982 contro il Brasile, sul 3-2, all’ultimo minuto.

     

    E lui, Rafa Benitez, si è sentito ad un certo punto più piccolo, come il Napoli, in preda allo sconforto: «Trentatrè tiri in porta (un record per gli azzurri dal 2004-05, ndr) e undici occasioni nitide, eppure non siamo riusciti a far gol. Ci è mancato solo quello. Avessimo chiuso il primo tempo 3-0, nessuno avrebbe avuto da ridire. I tifosi sono stati fantastici, ma se noi non facciamo gol…».

     

    Reazione Un’altra «Bilbao» si consuma al San Paolo nel giorno triste in cui i tifosi, per la verità, alla fine hanno abbassato il volume dell’entusiasmo e alzato i toni della contestazione. Eppure il tecnico non perde la speranza e rilancia, annunciando già da ora una gara col sacro furore addosso giovedì con lo Sparta Praga, in Europa League: «Mancata reazione dopo il gol di Maxi Lopez? Dobbiamo capire perché un episodio negativo finisce per condizionarci. Non mi è piaciuta la parte finale del match. Anche per 20’ della ripresa la squadra sapeva cosa fare e ha creato occasioni. Questa è una gara che si doveva vincere. Dobbiamo far girare la palla più velocemente, ad un certo punto della ripresa non l’abbiamo fatto come nel primo. Ora dobbiamo recuperare la fiducia e reagire positivamente. I fischi? Uno stimolo in più per far bene».

     

    Tranquillo Niente gol. E altra stecca contro le cosiddette «piccole», limite della scorsa stagione. Ma per Benitez non esiste, innanzitutto, un caso attaccanti: «Non siamo in difficoltà con le “piccole” perché abbiamo avuto un rigore e tirato 33 volte in porta. Insigne demotivato? Ha fatto il proprio lavoro, gli è mancata solo un po’ di precisione. Higuain, dopo il rigore fallito (il primo in Serie A, ndr), non ha avuto occasioni chiare, difficile dire se ne abbia risentito a livello di testa. Un errore deve indurre a far meglio, io sono qui e sono tranquillo. Callejon, Insigne e Mertens possono fare la differenza nell’uno contro uno: il nostro problema non è l’attacco. Lo scudetto? Siamo solo alla seconda giornata».

     

    La Gazzetta dello Sport