DIVIETO PER I ROMANISTI. La mamma di Ciro: «Mi dispiace, pagano i tifosi perbene»

Viminale preoccupato allerta massima per la gara dell’1 novembre

La famiglia Esposito è stata chiara, fin dal primo giorno: «Non vogliamo altro
dolore. Abbiamo già perso un figlio per una partita di calcio. Se dovesse accadere qualcosa, ci sentiremmo traditi».
Ma non bastano le loro parole a garantire un livello di sicurezza tale da ridurre alminimo i rischi di scontri e di vendette per la tra Napoli-Roma del primo
novembre.

E allora è andata come era ampiamente prevedibile: Napoli-Roma si giocherà senza la presenza dei tifosi ospiti. Anzi,senza nessuno spettatore residente nel Lazio. Neppure se sostenitore degli azzurri.Perché non si possono correre rischi di alcun genere.

E sarà così a parti invertite  anche per la gara di ritorno, in programmail sabato di Pasqua.

Antonella Leardi non è contenta, non può esserlo.

Perché Ciro Esposito era un vero tifoso del Napoli, un appassionato di calcio, e mai avrebbe voluto uno stadio vietato agli spettatori.

La signora Antonella accetta ma non condivide il divieto per i tifosi romanisti.
La decisione del Casms era prevedibile,come l’ha accolta?
«Male, nel senso che mi dispiace per i veri tifosi.Mel’aspettavo,era prevedibile e forse anche
inevitabile,ma i veri sostenitori dellaRoma, come quelli del Napoli e di tutte le squadre, amano andare allo stadio.
Sono amareggiata, un peccato vietare a loro la partita delSanPaolo.
Sarebbe bello se tutte le squadre di calcio fossero gemellate, innanzitutto quelle di Napoli e Roma».