Disastro Roma: tutta una questione di imitazioni…

    In una serata che “sembra Manchester”, la Roma subisce un altro 7-1, stavolta in casa dal Bayern. Ma i giallorossi non hanno perso solo in campo…

    Di: Valerio Intermoia

    Sette gol. La figura più brutta degli ultimi dieci anni del calcio italiano in Europa si ripete. La protagonista è sempre la Roma che nella terza giornata di Champions League si è arresa allo strapotere del Bayern Monaco di Pep Guardiola. La squadra di Garcia è stata umiliata sotto i colpi di Robben, Götze, Lewandowski, Robben, Müller, Ribery e Shaqiri; e questa lista, seppure lunghissima, non riesce neanche a dare la giusta dimensione della disfatta romanista. L’imitazione è la più grande forma di ammirazione e stasera la Roma ci ha preso gusto ad imitare gli altri, ma andiamo con ordine. Premesso che i calciatori, gli allenatori e i presidenti passino mentre a restare è la tifoseria, la prima sconfitta della serata per i capitolini matura prima del calcio d’inizio. Dopo il tentativo mal riuscito di imitare l’urlo “The Champions”, marchio di fabbrica delle partite del Napoli nella massima competizione europea (è bene ricordare che uno dei cori preferiti dai tifosi giallorossi è “noi non siamo napoletani“), andato in scena nella prima uscita europea della stagione all’Olimpico contro il CSKA Mosca, gli audaci romanisti ci hanno riprovato. I risultati sono stati ancora una volta imbarazzanti anche in uno stadio esaurito, ma al di là di tutto è concettualmente errato tentare di emulare un canto coniato da un’altra tifoseria (per chi volesse rinfrescarsi la memoria ecco l’originale). Insomma, una sorta di auto-umiliazione sicuramente evitabile. Quello che era più difficile da evitare è il risultato del campo. La celebratissima Roma di Rudi Garcia non ha saputo resistere alla tentazione di imitare il Brasile visto in semifinale contro la Germania agli ultimi Mondiali. Questo tentativo però è riuscito alla perfezione, 1-7 ed Olimpico semi-deserto diversi minuti prima del triplice fischio. Fanno festa solo i 5.000 tifosi bavaresi al seguito di Robben e compagni che si sono fatti sentire per tutta la durata della partita senza sosta. Roma, la prossima volta non ispirarti a nessuno perché sugli spalti non ci sono le potenzialità per farlo e in campo sembrava di passare da Wimbledon a Manchester o Rio. In bocca al lupo per la probabile qualificazione agli ottavi di finale!

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