DIRITTI TV: CALCIO SOTTO ASSEDIO INDAGATI DIRIGENTI MEDIASET E INFRONT

Diritti tv e bilanci dei club i Pm in pressing su Infront

Perquisite le sedi di Genoa e Bari. Sullo sfondo l’arresto di un fiscalista

15 i milioni di euro prestati a Preziosi in 3 anni da una società svizzera. Soldi ora nel mirino dei pm.

l’attacco ai poteri forti che ruotano intorno al pallone, potrebbe avere basi concrete.

Giusto per chiarire le idee al tifoso, seguiamo anchenoi le strade imboccate dagli inquirenti. Si parte  dalla Svizzera per arrivare a Milano, negli uffici della Lega Serie A, dove venerdì la Finanza ha effettuato una perquisizione. La stessa cosa è accaduta nelle sedi di Genoa e Bari, in quelle di Mediaset e Infront Italy (advisor della Lega Serie A) e a casa di alcuni indagati. Tra loro i dirigenti di Mediaset Giorgio Giovetti e Marco Giordani; Marco Bogarelli, Andrea Locatelli e Giuseppe Ciocchetti (presidente e consiglieri di amministrazione di Infront Italy), Riccardo Silva (presidente di MP&Silva, che commercializza i diritti tv esteri della A).

TURBATIVA D’ASTA

Il primo filone d’inchiesta va al cuore della A: perché i reati di turbativa d’asta e turbata libertà degli incanti riferita ai diritti tv assegnati nel giugno 2014 per il triennio 2015-18 permette letteralmente alla maggioranza dei club di restare in vita. I soldi avuti (943 milioni di euro a
stagione) sono la benzina che consente di pagare gli stipendi, acquistare giocatori e così via. Proprio per avere il portafogli sempre più pieno, le società si sono rivolte alla Infront di Bogarelli che da anni spopola sul mercato dei diritti sportivi.In che modo? Illegale secondo la Procura di Milano, almeno per la parte che riguarda l’asta degli ultimi diritti tv.
Per i magistrati, Infront avrebbe pilotato il bando in favore di Mediaset, condizionando modalità e tempistiche.

FINANZIAMENTI CLANDESTINI

La Procura indaga pure su un altro possibile reato: ostacolo all’attività degli organi di vigilanza. In particolare nei confronti della Covisoc che ha il compito per la Figc di dare l’ok (dopo aver visionato i bilanci) all’iscrizione dei club ai campionati.
Al momento al vaglio degli inquirenti sono finiti presunti ritocchi ai bilanci di alcune società proprio per evitare il no della Covisoc.
Nel mirino Genoa e Bari per possibili finanziamenti occulti. Fatti da parte di Infront? E’ il sospetto dei pm. Anche per questo sempre venerdì la Finanza si è presentata nelle sedi
di Genoa e Bari richiedendo l’esibizione dei documenti relativi ai soldi avuti da queste operazioni. Nel primo caso si tratta di circa 15 milioni di euro versati in tre anni da Enrico Preziosi, come azionista di maggioranza del club. Da dove arriva il denaro? Preziosi si è dichiarato «tranquillissimo» e ha fatto sapere che si tratta di un prestitopersonale avuto su un conto svizzero alla luce del sole. Insomma, nulla di illegale. E se per caso la società elvetica che gli ha prestato i soldi avesse come soci Bogarelli e Silva? Sarebbe una coincidenza?
Lo verificheranno i magistrati. Quanto al Bari la questione è ancora più «semplice»: Infront ha dato 460 mila euro per la sponsorizzazione della seconda maglia. Si può fare? È eticamente accettabile che l’advisor della Lega di A faccia una simile operazione con un club di B? C’è conflitto d’interessi?

Fonte: La gazzetta