Dinamo-Napoli senza l’incubo di un arbitro ostile?

Napoli senza l’incubo di un arbitro ostile?

Non c’è più Collina tra i consulenti della federazione dell’est. dirigerà un professore scozzese di religione che non perdona scene e bugie

“ARBITRI” e Ucraina, infelici ricordi accompagnano il Napoli nel volo verso nel volo verso Kiev. Stasera non sarà così. Platini è solo un nostalgico ex presidenteUefa, il prossimo sarà eletto tra poche ore ad Atene. Rimane a capo degli arbitri europei l’italiano Pierluigi Collina, confermato a maggio nella riunione dell’Esecutivo a Budapest, con un mandato fino al 2020 ed un messaggio non scritto ma bene inteso. Collina non può accettare incarichi e compensi da altre Federazioni o società. Il conflitto di interessi è di nuovo un valore.

Proprio Platini aveva autorizzato Collina ad essere scritturato dalla Federcalcio ucraina. Un remunerato secondo lavoro che stracciava la leggenda degli arbitri dilettanti.

Non ha migliorato il calcio di quel paese, ma l’incarico coincise con straordinari risultati all’estero. Sarà stato un caso, ma nella stagione 2014-15 si ribellano ben cinque club italiani maltrattati dagli arbitri inviati da Collina: con il Napoli ancheJuve, Lazio, Roma, Fiorentina. L’ex arbitro italiano si è vantato: le proteste dei connazionali come prova della sua imparzialità.

Altro schermo per Collina era Luciano Luci, 65 anni, toscano di Capriglia Marittima, inviato all’Est per gestire i rapporti con la Federazione ucraina. Di lui non si hanno notizie, gli amici lo ricordano come esperto della migliore vodka. L’Uefa sta cambiando. E la designazione dell’arbitro stasera è una ulteriore conferma.

Collina ha inviato da Glasgow William Collum, un arbitro con professionale sensibilità etica. Insegna storia delle religioni in una scuola cattolica, in campo non perdona i giocatori che fingono
o si protestano innocenti dopo un fallo.

Napoli senza l’incubo di un arbitro ostile?

Esorcizzato il timore degli arbitri, eliminato il doppio ruolo di Collina: il Napoli può imporre la sua superiorità. Il poderoso mercato consente a Sarri di alternare giocatori di livello pari in una rosa molto ampia. Manca Higuain, ma l’organizzazione tattica si avvale di stratagemmi
più raffinati. Se gioca con personalità e pressing alto come in Italia, contro avversari costretti ad attaccare, ottiene stasera il primo, vero passaporto Champions.